Sostegno Inclusione Attiva (SIA) 3


Cos’è, come funziona, prospettive

Gabriella Lanza, Assistente Sociale Specialista e collaboratrice di AssistenteSociale Privato ci spiega il SIA dal punto di vista normativo e procedurale e dell’attuazione.

 

Un breve inquadramento normativo.

La Legge di stabilità per il 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208) prevede la definizione di un Piano nazionale di contrasto alla povertà da adottarsi con cadenza triennale, con la finalità di garantire progressivamente -nei limiti delle risorse disponibili- livelli essenziali delle prestazioni assistenziali su tutto il territorio italiano. La stessa Legge stabilisce l’avvio di una specifica misura nazionale di contrasto alla povertà, il Sostegno per l’inclusione attiva – il SIA – da intendersi come estensione e rafforzamento della precedente sperimentazione (Carta Servizi avviata nel 2013 in 12 comuni).

Il Programma Operativo Nazionale – PON -“Inclusione” del Fondo sociale europeo (FSE), a titolarità del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si pone come obiettivo principale quello di supportare l’implementazione del SIA e prevede l’assegnazione delle risorse tramite “Bandi non competitivi rivolti alle Amministrazioni territoriali di Ambito per la presentazione di proposte progettuali. Risorse che ammontano a 750 milioni di Euro nel 2016, un miliardo per il 2017.

La Direzione Generale per l’inclusione e le politiche sociali, ove si incardina l’Autorità di Gestione del “PON Inclusione”, ha emanato, con Decreto Direttoriale del 03 08.2016, un Avviso pubblico per la presentazione di progetti finanziati a valere sul Fondo Sociale Europeo, programmazione 2014-2020, “PON Inclusione” per l’attuazione del SIA da parte degli ambiti territoriali. Dal 2 settembre 2016 si sono iniziate a raccogliere le domande.

Il SIA –  Sostegno per l’Inclusione Attiva-  è una misura di contrasto alla povertà che prevede l’erogazione di un beneficio economico in favore delle famiglie in condizioni di fragilità sociale e disagio economico nelle quali almeno un componente sia minorenne oppure sia presente un figlio disabile o una donna in gravidanza. Il beneficio è condizionato all’adesione ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa  formulato dai Servizi Sociali del Comune, finalizzato a migliorare il benessere della famiglia e a creare le condizioni per uscire dalla povertà e prevede una conseguente adozione, da parte degli interessati, di una serie di comportamenti virtuosi concordati, quali, ad esempio, la ricerca attiva del lavoro, la partecipazione a progetti di inclusione lavorativa (tirocini, formazione, ecc.), la frequenza scolastica dei figli minori, l’adesione a specifici percorsi eventualmente individuati dai servizi specialistici (ad es. comportamenti di prevenzione e cura volti alla tutela della salute, percorsi di fuoriuscita dalle dipendenze, etc).

Apposite “Linee guida” per la predisposizione e attuazione dei progetti di presa in carico SIA sono state emanate di concerto con la Conferenza Unificata. Le linee guida forniscono indicazioni operative per l’organizzazione dei servizi, la valutazione multidimensionale del bisogno dei membri del nucleo familiare e la definizione di un patto con i servizi. Vengono ritenuti, a tal fine, elementi fondamentali: la funzione dei servizi di segretariato per l’accesso alla misura e dei servizi sociali professionali per la presa in carico – anche attraverso la costituzione di équipe multidisciplinari; l’attivazione di una rete integrata di interventi, la definizione di un progetto condiviso con le persone interessate.

I progetti sono definiti attraverso le seguenti fasi:

  • a) Pre-assessment (pre-analisi) — prima raccolta di informazioni sul nucleo familiare finalizzata ad orientare gli operatori e le famiglie nella decisione sul percorso da svolgere per la definizione del progetto e a determinare la composizione dell’équipe multidisciplinare che dovrà accompagnare e attuare il progetto stesso;
  • Costituzione delle équipe multidisciplinari, normalmente composte da un assistente sociale e un operatore dei Centri per l’impiego, cui si aggiungono eventuali altre figure professionali, identificate sulla base dei bisogni emersi nella pre-analisi;
  • Assessment (Quadro di analisi) — identificazione dei bisogni e delle potenzialità di ciascuna famiglia, nonché dei servizi e delle reti familiari e sociali che possono supportarla;
  • Progettazione — individuazione dell’insieme delle azioni da intraprendere;
  • Interventi — attivazione di un sistema coordinato di interventi e servizi per l’inclusione attiva quali: inserimento al lavoro, assistenza educativa domiciliare, sostegno al reddito complementare al beneficio del SIA, sostegno all’alloggio, ecc.

IL SIA  in sintesi[1]

Cos’è

Il Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) è una misura di contrasto alla povertà che prevede l’erogazione di un beneficio economico in favore delle famiglie in condizioni di fragilità sociale e disagio economico nelle quali almeno un componente sia minorenne oppure sia presente un figlio disabile o una donna in gravidanza. Il beneficio è condizionato all’adesione ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa disposto dai Servizi Sociali del Comune, finalizzato a migliorare il benessere della famiglia e a creare le condizioni per uscire dalla povertà.

A chi si rivolge

  • cittadini italiani
  • cittadini comunitari
  • familiari[2] di cittadini italiani o comunitari (non aventi la cittadinanza in uno Stato membro, titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente)
  • cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo
  • titolari di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria)

→ che siano residenti in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda

Requisiti del nucleo familiare

almeno una persona di minore età o un figlio disabile, oppure una donna in stato di gravidanza accertata[3]

ISEE in corso di validità non superiore a 3.000 euro;

non percepire eventuali indennità assistenziali o previdenziali superiori a € 600,00 mensili;

non percepire prestazioni di sostegno al reddito per disoccupazione:

  1. Assicurazione sociale per l’impiego (NASpI); 2. Assegno di disoccupazione (ASDI);
  2. Carta acquisti sperimentale; 4. Altro ammortizzatore sociale di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria;

non possedere auto/motoveicoli di un certo valore e recentemente immatricolati (immatricolati la prima volta nei dodici mesi antecedenti la richiesta e/o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.300 cc, 250 cc in caso di motoveicoli, immatricolati la prima volta nei 3 anni precedenti la richiesta)

Rispetto alla Valutazione Multidimensionale del Bisogno

Per accedere al SIA il nucleo familiare dovrà ottenere un punteggio di almeno 45 punti. La valutazione tiene conto di:

  1. carichi familiari (nucleo familiare come da DSU): massimo 65 punti. Numerosità dei figli (con 2 figli di età inferiore a 18 anni: 10 punti, elevati a 20 nel caso di 3 figli e 25 nel caso di 4 o più figli; presenza di almeno un componente di età inferiore a 36 mesi: 5 punti; nucleo composto esclusivamente da un genitore solo con figli minorenni: 25 punti; presenza di uno o più componenti con accertata disabilità grave: 5 punti; con uno o più componenti in condizione di accertata non autosufficienza: 10 punti]
  2. condizione economica: massimo 25 punti (al valore massimo di 25 punti si sottrae il valore dell’ISEE, precedentemente diviso per 120).
  3. condizione lavorativa: massimo 10 punti (se tutti i componenti in età attiva si trovano in stato di disoccupazione ed hanno dichiarato la propria disponibilità a lavorare o a partecipare a misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’impiego (art. 19 D.Lgs. 150/2015).

Ammontare del beneficio economico

L’importo varia a seconda del numero di componenti del nucleo richiedente:

1 membro € 80; 2 membri € 160; 3 membri € 240; 4 membri € 320; 5 o più membri € 400.

Dall’ammontare del beneficio vengono sottratte le somme di eventuali altre prestazioni con analoghe finalità (Carta acquisti ordinaria se il titolare del beneficio è minorenne, incremento del Bonus bebè per le famiglie con ISEE basso; se la famiglia può accedere all’Assegno per nucleo familiare con almeno tre figli minori, il sussidio SIA è ridotto a prescindere dall’effettiva richiesta dell’assegno).

Iter della domanda

  • Inps, entro i successivi 10 giorni, effettua verifiche e procede:
  • Il Comune raccoglie la domanda, accertandosi della sua corretta e completa compilazione, verifica i requisiti di cittadinanza e residenza e la mancanza di trattamenti economici locali superiori alla soglia (€ 600,00 mensili) e la invia a Inps entro 15 giorni lavorativi dalla ricezione.
  • modulo di domanda, con il quale si certifica il possesso dei requisiti necessari, è scaricabile dai portali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dell’INPS e di SGATE va presentato dall’interessato o da un componente del nucleo familiare, a partire dal 2 settembre 2016, al Comune di residenza.
    • controlla la presenza nel nucleo di un minorenne o di un figlio disabile
    • verifica i requisiti ISEE (uguale o inferiore € 3.000) e la mancanza di trattamenti economici erogati dall’istituto stesso superiori a 600 euro mensili
    • attribuisce il punteggio della valutazione del bisogno (che deve raggiungere almeno 45 punti)
    • trasmette al Comune i nominativi dei beneficiari
    • invia le disposizioni di accredito a Poste Italiane (gestore servizio Carta SIA)
  • Poste Italiane:
    • invia al titolare le indicazioni necessarie per il ritiro della Carta di pagamento elettronica SIA
    • accredita, con cadenza bimestrale e per la durata di un anno, l’importo determinato in base alla numerosità del nucleo familiare

La Carta SIA, completamente gratuita, funziona come una normale carta di pagamento elettronica:

→ deve essere usata solo dal titolare

→ può essere usata per:

acquisti in tutti i supermercati, negozi alimentari, farmacie e parafarmacie abilitati al circuito Mastercard

pagare le bollette elettriche e del gas presso gli uffici postali

→ dà diritto a uno sconto del 5% sugli acquisti nei negozi e nelle farmacie convenzionate, con l’eccezione degli acquisti di farmaci/ pagamento di ticket

→ non può essere utilizzata per prelevare contanti né può essere ricaricata dal titolare, può essere utilizzata negli ATM Postamat solo per controllare il saldo e la lista movimenti

Progetto di attivazione sociale e lavorativa

I Comuni devono avviare i Progetti personalizzati di attivazione sociale e lavorativa entro 60 giorni dall’accreditamento del primo bimestre (90 gg. per le richieste presentate fino al 31 ottobre 2016).  I progetti vengono costruiti insieme al nucleo familiare sulla base delle Linee guida per l’attuazione del SIA disponibili sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Rispetto ai primi mesi di attuazione della misura

Nel reperire informazioni da fonti e siti istituzionali (Inps, Ministero), da articoli ed interviste dedicate e cercando di integrarle ad alcune considerazioni ottenute da un confronto con colleghi/e coinvolti/e nell’attuazione del SIA, è possibile tracciare un quadro di questo tipo:

  • Il primo termine indicato per la presentazione dei progetti a valere sul PON inclusione/SIA da parte degli ambiti territoriali è stato prorogato da dicembre 2016 al 15 febbraio 2017 per permettere a tutti i comuni di attuare questa misura di contrasto alla povertà;
  • I numerosi passaggi e comunicazioni tra enti hanno comportato importanti rallentamenti nella presentazione/valutazione delle istanze, probabilmente a causa dell’eccessiva burocratizzazione, allungando le tempistiche indicate sia negli accrediti che nelle progettualità.
  • I primi dati messi a disposizione dall’Inps relativi al periodo pre-natalizio indicavano una mola di circa 200.000 domande presentate dal 2 settembre a metà gennaio, di cui il 30% accolte e il 70% respinte (i motivi sono legati principalmente alla scala di equivalenza e in parte alla dichiarazione mendace). Dal punto di vista territoriale troviamo un maggior numero di beneficiari al sud: Sicilia e Campania.
  • Da più parti si segnala la mancata ulteriore specificazione (oltre alle generali indicazioni delle Linee Guida) degli strumenti di Assessment e di progettazione a disposizione del Servizio Sociale e delle équipe multidimensionali per la realizzazione del SIA.
  • Le prime analisi, riflessioni e considerazioni espresse nei primi mesi del 2017 da fonti autorevoli (vedi link sottostanti) mostrano una serie di criticità legate all’attuazione del SIA: eccessiva burocrazia nella presentazione della domanda e nelle procedure, esiguità della soglia dei 45 punti che avrebbe escluso molte persone in stato di bisogno e penalizzato alcune fasce di persone, tra i quali gli over 55 o i nuclei con un solo figlio minore.  A tal riguardo lascio, per ulteriori approfondimenti, due link di due interviste significative.

Intervista a Chiara Saraceno, Sociologa e Filosofa: http://www.secondowelfare.it/primo-welfare/inclusione-sociale/sia-lennesima-occasione-mancata-ne-parliamo-con-chiara-saraceno.html

Intervista a Nicoletta Teodosi, Presidente CILAP (Collegamento Italiano di Lotta alla Povertà), sezione italiana dell’European Anti Poverty Network (EAPN) http://www.secondowelfare.it/povert-e-inclusione/il-sia-non-va-intervista-a-nicoletta-teodosi.html

Nel frattempo le criticità emerse hanno portato a delle proposte di modifica che dovrebbero essere formalizzate in un prossimo decreto:

  • portare da 45 a 25 la soglia di esclusione per allargare la platea dei beneficiari;
  • di elevare da 600 a 900 € il limite del trattamento previdenziale percepito in presenza di non autosufficienti
  • di escludere gli automezzi dei disabili dal requisito riguardante auto/motoveicoli posseduti
  • contributo di ulteriori € 80 per nuclei mono-genitoriali

Modifiche che porteranno eventualmente ad una riconsiderazione delle domande e a un ricalcolo dei benefici concessi.

In prospettiva? Si parla di REI, Reddito di Inclusione[4]

Il  Ddl delega sul contrasto alla povertà[5] che è stato approvato  il 13 marzo in Senato con 138 Sì, 71 No, 21 astenuti.

L’articolo unico del ddl, che è collegato alla manovra finanziaria, delega il Governo ad adottare entro sei mesi più decreti legislativi per introdurre una misura di contrasto della povertà assoluta, denominata reddito di inclusione, per riordinare le prestazioni di natura assistenziale e per rafforzare e coordinare gli interventi dei servizi sociali garantendo in tutto il territorio nazionale i livelli essenziali delle prestazioni. Il REI andrà in affiancamento e via via in sostituzione al SIA, il Sostegno per l’inclusione attiva; diventerà, progressivamente, una misura universale fondata non più su categorie di soggetti (es. anziani, disabili, disoccupati, ecc.), ma sulla condizione di bisogno economico. Sarà una prestazione essenziale per le persone che versano in condizioni di povertà e di esclusione sociale. Sarà rivolta quindi a chi non dispone di beni e servizi necessari per un livello di vita “dignitoso”. Il testo approvato prevede che ci sarà una soglia di riferimento, una sorta di asticella, per l’individuazione della condizione di povertà. Sulla base di questa soglia si andrà a definire il beneficio dal punto di vista economico. Per conoscere gli importi in questione, sia relativamente alla soglia di reddito, sia per il beneficio economico bisognerà attendere il decreto attuativo. Il beneficio comunque potrà essere rinnovato periodicamente o potrà decadere, in base al cambiamento delle condizioni per cui era stato concesso.

In base alle prime informazioni il Reddito di inclusione riguarderà in via prioritaria i nuclei familiari: con figli minori; con componenti con disabilità grave; con donne in stato di gravidanza accertata; con persone di età superiore a 55 anni in stato di disoccupazione.

IL REI si basa sul principio dell’inclusione attiva, il contributo economico dovrà essere affiancato a misure di accompagnamento volte a promuovere il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro dei soggetti interessati.  Le prime dichiarazioni del governo rispetto al REI anticipano che:

  • per il reinserimento al lavoro ai Centri per l’impiego saranno assegnate 600 ulteriori unità di personale che avranno il compito, in collaborazione con i servizi sociali del territorio, di favorire il collocamento al lavoro delle persone più deboli.
  • a beneficiare del reddito di inclusione saranno circa 400 mila nuclei familiari con minori a carico, pari a un milione e 770 mila individui. Attualmente il Sia (che diventerà Rei) è pari a 400 euro al mese, che saranno elevati a circa 480 euro estendendo i requisiti di accesso

Breaking news del 12 aprile 2017

Poche ore dopo la pubblicazione del post del 9 aprile abbiamo saputo di un importante aggiornamento che siamo  a condividere con voi. Nel video e nel testo sul SIA si anticipava che eravamo in attesa, a breve, di un decreto che avrebbe formalizzato alcune modifiche rispetto al SIA (abbassamento soglia, per esempio).
Il 10 aprile il Ministero competente ha mandato a tutte le Regioni e ai Comuni un decreto con un’importante comunicazione: l’abbassamento della soglia per accedere al SIA – Sostegno di Inclusione Attiva.  La soglia, come anticipato e proposto anche dalle Regioni,  è stata abbassata da 45 a 25 punti., allargando di fatto  la platea dei beneficiari che riusciranno ad accedere a sostegno per l’inclusione attiva.

Decreto allargamento SIA 16 marzo 2017

Prot. 2769 del 10_04_2017

 


Note

[1] (Fonti: http://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/poverta-ed-esclusione-sociale/focus-on/Sostegno-per-inclusione-attiva-SIA/Pagine/default.aspx;

https://www.inps.it/portale/default.aspx?NewsId=3348

[2] Per “familiare di cittadino italiano o comunitario” si intende il coniuge, i discendenti diretti di età inferiore a 21 anni o a carico e quelli del coniuge e gli ascendenti diretti a carico e quelli del coniuge (decreto legislativo 6 febbraio 2007, n.30 “attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri).

[3] Se è l’unico requisito familiare posseduto, la domanda può essere presentata non prima di quattro mesi dalla data presunta del parto e deve essere corredata da documentazione medica rilasciata da una struttura pubblica.

 

[4]  prime informazioni sul REI: https://www.lavoroediritti.com/governo/reddito-di-inclusione-2017#ixzz4bPmZ8isp;

https://www.lavoroediritti.com/governo/reddito-di-inclusione-2017#ixzz4bPmZ8isp.

[5]  Testo del Ddl povertà: http://www.governo.it/sites/governo.it/files/testo_15.pdf

 


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