Torna il vlog di Assistente sociale privato:

“La salute mentale al tempo del coronavirus”

Il Dott. Gerardo Faveretto tocca un argomento importante il rapporto fra salute mentale ed emergenza Covid-19.

Le organizzazioni ben strutturate reagiscono in maniera positiva all’emergenza, rispertto ad organizzazioni meno forti che si lasciano soccombere; questo vale anche per le persone. Ovviamente, esistono iindividui  ben strutturati e meno strutturati, questi ultimi tendono a sentire maggiormente il peso delle situazione.

Dal punto di vista organizzativo questo virus ha messo in evidenza una situazione di fragilità del sistema socio sanitario, presente già precendetemente, basti pensare che i primi focolai di epidemia si sono sviluppati negli ospedali e nelle RSA.

Per un certo periodo ci si è dimenticati che esistono dei centri, delle comunità strutturate, per anziani, per disabili, per disabili psichici, e questa epidemia mette in risalto queste mancanze. Nello specifico parliamo dei servizi per la salute mentale, che negli anni hanno avuto visioni positive, ma che poi non sono riuscite a realizzarle.

Il mondo della telepsichiatria, nato per facilitare le riunioni di equipè, non è che esiste da marzo del 2020, sono possibilità che esistono da anni, ma da noi occorreva che a ricodarcelo arrivasse il coronavirus. La digitalizzazione dei servizi è una rivoluzione che era alla porta, ma che in Italia per una rigidità del sistema nessuno voleva mettere in pratica; l’utilizzo dello smart working, dei device, faciliterebbe alcune pratiche lavorative, a prescindere dal virus

Identifichiamo tre dimensioni:

1 La prima dimensione riguarda il cosa sta cambiando per i servizi

2 i vissuti delle persone, distinguendoli in vissuti di persone già fragili, quindi quanto questa situazione può peggiorare la fragilità, e i vissuti delle persone che non pensavano di essere fragili, ma che si scoprono fragili.

3 Cambiamento della realtà sociale.

Questa emergenza tocca le relazioni e la qualità della realtà sociale, una realtà che non è già più quella di prima. Tutto è cambiato, da fare la spesa, ad andare a lavoro.

Questa crisi porterà con sé una forte problematica economica; senza lavoro non ci sono garanzie ne sociali , ne economiche e questo comporta conflitti e sfide.

In questa situazione mi ha colpito molto come i servizi ambulatoriali siano stati ridotti subito senza capirne le priorità, da qui si evince una grande mancanza del sistema, che non tiene conto delle persone fragili.

Questi servizi hanno  risentito della mancanza di personale, abbiamo bellissimi servizi di supporto, ma poi nella pratica non c’è nulla di concreto.  Nella sostanza se il servizio non è curato, se non riesci a dare un servizio domiciliare, cosa ci facciamo con il supporto degli operatori?

Ridurre un servizio, non sostituendolo, quindi non utilizzando il mondo dell’online per il supporto dei pazienti fragili, ci indica un quadro di mancanza di risorse e di obiettivi.

Un paziente psichiatrico, in questo momento, si trova scoperto, senza cura e supporto, ovviamente questa situazione riguarda tutte le situazioni di fragilità.

Che cos’è che potrebbe accadere?

La crisi socio economica, porta con sé una fragilità e  una condizione di conflitto sociale  facendo crescere le richieste di aiuto.

Questa situazioni di emergenza ha sollevato molte mancanze del sistema socio sanitario  nazionale, aggravando maggiormente la situazione di persone fragili.

 

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