Mio figlio non mi vuole


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Oggi affrontiamo un tema molto particolare, il rifiuto di un bambino di vedere il genitore; questo concetto può anche non  rientrare nel concetto di Alienazione genitoriale, ma di rifiuto del bambino di vedere un genitore.

ALIENAZIONE GENITORIALE

Dal punto di vista numerico, non sono molti i casi di alienazione;

ma dal punto di vista dei tribunali e dei servizi portano via un tempo ed un impegno enorme, anche dal punto di vista delle risorse economiche.

Vi porto alcune riflessioni fatte da McSullivan su un convegno fatto a Barcellona proprio su questo tema, per tanto tempo si è cercato di mettere queste situazioni di rifiuto del contatto dentro a delle scatoline preparate, ma si è visto che non sono adeguate per questo è importante creare spazi ad Hoc.

Ad esempio lo spazio neutro è uno degli interventi che conoscevamo,  e che è usato in tutte le situazione di alienazione genitoriali, ma si è visto che questo non è un comportamento adeguato, perché si da l’idea che un genitore è pericoloso.

Ci sono poi alcuni miti dietro all’alienazione genitoriale, i figli che si rifiutano di vedere il genitore o sono alienati o hanno subito qualcosa di brutto dietro al genitore target, un altro mito è che il genitore preferito è alienante, ovvero consapevolmente mette in atto una programmazione del bambino per alieanarlo dall’altro genitore.

IL RISCHIO è L’IMMOBILISMO O L’INTERVENTISMO ECCESSIVO

E’ molto difficile che nella pratica ci sia questa distinzione cosi categorica.

Il concetto di alienazione, da vita ad una diatriba sulla sua esistenza, ed è stata sempre attiva, tra chi diceva che si poteva parlare di sindrome di alienazione o no; io personalmente abbraccio la parte che afferma che esiste un fenomeno che vede la difficoltà di un bambino di vedere un genitore.

Quando è necessario intervenire?

dare la colpa all’altro genitore perché un bimbo si rifiuta di vedere il genitore non convivente è molto facile, ma non sempre è cosi; bisogna fare attenzione nel fare una valutazione troppo precocemente; questa deve essere fatta da esperti.

Bisogna lavorare sul sistema delle relazioni tra genitori, tra fratelli, tra nuovi partner e figli, cercare di capire come questi sistemi di relazioni cambiano; non possiamo focalizzarci sul singolo.

Un’esempio è l’adolescenza, nella mia esperienza è raro che in questa fascia si possa parlare di alienazione, si parla di più di tradimento della fiducia, e bisogna lavorare per ricucire

L’importante è non etichettare situazioni complesse come alienazione genitoriale senza un’ accurata analisi, così come il rischio d’interventismo e di immobilismo senza un analisi completa ed accurata della situazione famigliare relazionale ed affettiva.

 

 

 

 

 

 

 

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