Coordinazione genitoriale – ONLINE

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 350,00 + IVA

Il corso per apprendere il metodo della coordinazione genitoriale integrato di Debra Carter ed applicarlo nei vari contesti lavorativi (privato, servizi sociali, servizi accreditati). Sono spiegate in maniera approfondita le specifche del metodo per l’appliucazione nel contesto italiano.

Descrizione

Il corso per apprendere il metodo della coordinazione genitoriale
integrato di Debra Carter ed applicarlo nei vari contesti lavorativi
(privato, servizi sociali, servizi accreditati). Analizziamo le
possibili applicazioni in Italia mettendo in critica le attuali
sperimentazioni riflettendo sulle procedure giudiziarie per comprendere
chiaramente gli spazi della normativa o nell’extragiudiziale. L’analisi
del conflitto è affrontata in maniera strutturata. Strumenti pratici
operativi.

I contenuti e le ore del corso sono coerenti con quanto indicato dall’Ordine degli Assistenti Sociali della Lombardia e con l’Associazione Italiana Coordinatori Genitoriali (www.aicoge.it)

Lavorare con le coppie altamente conflittuali attraverso il metodo del Parent Coordinator – CORSO ONLINE

Apertura corso 34 ore dal 10 settembre – ISCRIZIONI APERTE

Da diversi anni ormai il tipo di utenza dei servizi sociali che si occupano per mandato istituzionale di famiglie e minorenni ha visto un radicale cambiamento. Dalle famiglie multiproblematiche ‘tipiche’ nei servizi sociali con storie generazionali di maltrattamento, incuria, trascuratezza, violenza, abuso di sostanze si è passati ad occuparsi con sempre più frequenza di coppie conflittuali e, spesso, altamente conflittuali in fase di separazione e/o divorzio con figli minorenni ed appartenenti a ceti sociali e culturali variegati, con problematiche personali tipiche e non.
Ad esempio dai dati Istat si rileva che nel 2010, rispetto al 1995, le separazioni sono aumentate di oltre il 65% mentre i divorzi sono praticamente raddoppiati. In aggiunta, si rileva una netta prevalenza dei procedimenti giudiziali. Dall’incrocio dei dati degli ultimi anni si evince inoltre che le unioni di ultima generazione tendono a durare sempre meno e, in presenza di figli, questo dato può comportare – ancor più che per le unioni di lunga data che si infrangono – tematiche conflittuali rilevanti quali la delusione delle aspettative reciproche, desiderio di ferire l’altro per aver disatteso il proprio sogno, la rappresentazione sociale di sé sia nella propria famiglia di origine sia nella comunità, il tradimento del patto – spesso non esplicito – di coppia, la ricerca di una nuova famiglia; il riscatto.
Inoltre il concetto stesso di famiglia si sta evolvendo ed infatti non siamo più in una situazione in cui la famiglia ‘tradizionale’ risulta la norma. Sempre più, infatti, i servizi sociali oltre a confrontarsi con coppie separate si interfacciano con: famiglie ricomposte con o senza nuovo legame matrimoniale; monoparentali; famiglie di fatto; e, seppur non statisticamente rilevanti ad oggi in Italia, cresceranno le famiglie omosessuali con figli perché nati da una precedente unione eterosessuale o per inseminazione in vitro o grazie a madri surrogate avvenuta all’estero.
Di fronte a tutti questi cambiamenti i servizi sociali per le famiglie e i minorenni hanno faticato a confrontarsi con le nuove istanze delle famiglie così come fatica la legislazione a tenere il passo dei cambiamenti culturali. Perlopiù i servizi sociali hanno cercato di adattare i modelli e i metodi conosciuti al lavoro con le coppie conflittuali; senza molto successo e con una crescente frustrazione. Le tematiche affrontate nelle situazione di separazioni altamente conflittuali richiedono infatti attitudini, competenze, metodi e strumenti diversi da quelli tipici del lavoro sociale fino ad ora; l’’invasione’ emotivo-relazionale delle coppie conflittuali e ancor più di quelle altamente conflittuali presuppone stili relazioni ad hoc da parte del professionista.
Alta conflittualità è infatti un concetto diverso da quello di conflittualità che rimanda ad un aspetto intrinseco ai processi di socializzazione. La relazione è sempre un incontro di differenze che talvolta si integrano, ma non si risolvono mai in modo stabile nell’uguaglianza di intenzioni, sentimenti, pensieri, convinzioni. I rapporti implicano quindi una continua ‘negoziazione’ ancor più richiesta nei processi di dissoluzione del patto affettivo degli adulti rispetto al quale si connettono sue processi opposti, ovvero separarsi e mantenere la continuità della genitorialità nell’interesse dei figli. La legge 54/2006 ha affrontato questo tema mettendo al centro le esigenze dei bambini sancendo il concetto di bigenitorialità e, allo stesso modo, la legge 219/2012 sancisce l’equiparazione tra figli legittimi e figli naturali identificando la sola dicitura di figli. Entrambe queste leggi hanno innovato l’assetto normativo italiano e, altrettanto, hanno comportato cambiamenti per i servizi sociali che sempre più si sono confrontati con il tema dell’affido congiunto, con Ordinanze del Tribunale Ordinario e logiche di questa Autorità Giudiziaria differenti da quella ormai conosciuta del Tribunale per i Minorenni. L’avvento della mediazione famigliare ha fatto sperare di aver trovato un modo per lavorare con queste coppie, ma si è presto compreso il suo limite. Come si possono allora affrontare professionalmente, all’interno dei servizi sociali, le situazione di alta conflittualità ed evitare che si cristallizzino fino a diventare ‘missioni impossibili’?
Diverse indicazioni arrivano dal metodo del parent coordinator, figura attiva negli Stati Uniti come ausiliario dell’Autorità Giudiziaria.
Questo metodo offre spunti interessanti sia dal punto di vista teorico che operativo attraverso strumenti chiari e concreti che possono essere attuati dai servizi sociali in vario modo dipendentemente dal tipo di conflitto con il quale ci si confronta e dal mandato del Tribunale. Questo metodo mette al centro i bambini che tornano ad essere un focus reale e non solo agito. Nella pratica quotidiana con le coppie altamente conflittuali infatti può capitare che i professionisti dei servizi colludano con dinamiche relazioni disfunzionali e legittimino senza volerlo il conflitto. È allora necessario che il professionista si ponga con fermezza al di fuori del conflitto, un soggetto adulto che svolge una funzione di coordinamento delle azioni concrete per pianificare la vita quotidiana del nuovo assetto famigliare. I figli devono tornare ad essere il centro degli sforzi dei due genitori, delle loro responsabilità che non possono ignorare la necessità di condividere decisioni e rispondere a bisogni vitali. Il metodo e gli strumenti del parent coordinator possono essere un buono spunto per elaborare un modo di lavorare con le coppie conflittuali nei servizi sociali perché presuppone un contesto coatto e con una definizione del potere chiaro e trasparente.

Solo l’Autorità Giudiziaria può quindi essere promotrice di una lavoro con queste coppie che presuppone la necessità della definizione di una specifica cornice di lavoro con regole chiare e condivise, un luogo generativo e direttivo che aiuti i genitori ad attivare le risorse necessarie per il superamento o i contenimento della loro conflittualità. Perché questo percorso di trasformazione sia personalizzato e non un ‘pacchetto preconfezionato’ è allora necessario partire dall’identificazione del tipo di conflitto, presenza di fattori protettivi dal conflitto, cause del conflitto, ruolo di ogni soggetto nel conflitto – fase di screening – per poter definire il tipo di genitorialità sulla quale puntare e lo stile di facilitazione nelle diversi fasi di lavoro con la coppia. Solo queste fasi consecutive possono portare alla definizione di interventi appropriati a quella famiglia in quella specifica fase della propria vita relazionale. Alcuni studi sfatano infatti alcuni luoghi comuni quali la necessità dell’atteggiamento accogliente, la nocività del conflitto tout court. L’analisi di ricerche internazionali permette infatti di dare senso ad un tipo di intervento piuttosto che ad un altro, alla selezione di uno stile specifico di conduzione dei colloqui, alla prevalenze dell’aspetto del controllo inteso come un soggetto superpartes che assume le decisioni piuttosto che propendere sempre per un approccio partecipato. Si esce sempre più dalla dicotomia controllo-aiuto laddove il professionista assume un ruolo differente dipendentemente dallo scopo del lavoro in ogni specifica fase. L’accento sull’educazione dei genitori diventa evidente, centro del lavoro da parte del professionista: educazione all’ascolto; educazione alla rilevazione dei fatti, educazione al percepire l’altro, nello specifico i bambini; educazione a rispettare gli impegni.

PROGRAMMA

I° MODULO – NORMATIVA E ADR

 

  • Normativa vigente e procedure
  • Normativa in vigore in materia di separazioni e affidamento dei figli
  • Pronunciamenti e orientamenti della Corte Europea
  • Procedure giudiziarie: dal deposito dell’istanza alle sentenze dei vari gradi di giudizio
  • Ad ognuno le proprie competenze (T.O., T.M., G.T.) e chi sono gli attori coinvolti (GOT, CTU, …)
  • Linguaggio giuridico
  • ADR nella legislazione italiana
  • Ruolo e potere del coordinatore genitoriale nella legislazione italiana

REGISTRAZIONE WEBINAR 1 ora con avv. Francesco Pisano

II° MODULO – IL CONFLITTO E LA SUA ANALISI

  • Il conflitto: analisi, trasformazione e contenimento
  • Tipi di conflitto
  • Differenza tra conflitto e alto conflitto
  • Teorie del conflitto utili per la coordinazione genitoriale
  • Modificare l’approccio alla risoluzione del conflitto
  • Parola chiave: contenimento e negoziazione
  • Esercitazione sugli stadi del conflitto a piccoli gruppi
  • Trasformazione e maturazione del conflitto
  • Individuare gli ingredienti del conflitto

REGISTRAZIONE WEBINAR 1 ora con Elena Giudice

III° MODULO – FACCIAMO CHIAREZZA SULLA COORDINAZIONE GENITORIALE

  • La coordinazione genitoriale: dalle radici in Nord America all’attualità
  • Nascita del metodo ed evoluzioni storiche
  • Dal modello ai metodi
  • Le differenze con altri modelli e metodi di uso comune nel lavoro con le famiglie in crisi
  • Cos’è la coordinazione genitoriale e le condizioni necessarie
  • Le specificità del metodo integrato
  • Le possibili aree di implementazione del metodo in Italia e il possibile ruolo dei servizi sociali
  • Il professionista che lavora con le coppie altamente conflittuali
  • Attitudini necessarie
  • La direttività come stile di contenimento accogliente
  • ‘Faccio ciò che dico’
  • Comunicare con i bambini
  • Utilizzare il pensiero laterale
  • Coerenza tra comunicazione verbale, para-verbale e non verbale

REGISTRAZIONE WEBINAR 1 ora con Elena Giudice

IV° MODULO – Punti chiave per l’implementazione italiana

  • Ripresa del tema dei poteri del coordinazione genitoriale
  • Chi sceglie il coordinatore genitoriale
  • Che ruolo ha il CTU rispetto alla coordinazione genitoriale
  • Le parole sono importanti: il mandato del Tribunale
  • Il ruolo degli avvocati
  • Pagamento e questione relativa alla riservatezza e alla rinuncia
  • Si può parlare di ‘coazione volontaria’?
  • Conoscenza del lavoro di rete e del funzionamento delle istituzioni
  • La coordinazione genitoriale e l’affido ai servizi sociali: come si integrano?

WEBINAR 31 OTTOBRE 19-20 (successivamente visione del registrato)

V° MODULO – Le fasi del metodo integrato di lavoro con le coppie altamente conflittuali. La fase informativa

  • Le fasi del metodo
  • Il primo contatto
  • Il colloquio informativo
  • Il contratto
  • Le modalità comunicative con il Co.Ge. , le regola del setting e il senso dell’intervento
  • La deontologia e l’etica che spazio hanno nell’incontro informativo?
  • Esercitazione sul colloquio informativo discussa durante webinar con la docente e le tutor

WEBINAR 20 NOVEMBRE 19-20 (successivamente visione del registrato)

VI° MODULO – La prima fase

  • Acquisizione del mandato
  • L’analisi della documentazione: screening; individuare le parti coinvolte;
  • Storia e storie
  • Dinamiche genitoriali e relazionali. Il presente
  • I bambini e la loro situazione attuale: il contatto con i soggetti coinvolti
  • Il primo incontro e la firma del contratto
  • Gli incontri successivi
  • Strumenti operativi di contenimento del conflitto
  • Verifica dei fattori di rischio e di protezione
  • Individuare i punti di forza dei genitori
  • Modalità di gestione delle comunicazioni tra genitori e ripresa contratto
  • La rete: coordinamento efficace e trasparente
  • Colloqui di mantenimento e monitoraggio
  • Esercitazione primo incontro discussa durante webinar con la docente

WEBINAR 18 DICEMBRE 19-20 (successivamente visione del registrato)

VII° MODULO – in conslusione…stiamo sul posibile

  • Strategie di fronteggiamento del conflitto e mantenimento
  • Ridefinire la relazione co-genitoriale e i modelli di cogenitorialità
  • ‘Patti chiari’ per lavorare insieme: evitare la collusione
  • Interessi rilevanti
  • Il piano genitoriale
  • L’educazione genitoriale come intervento
  • Evitare le invasioni e costruire la fiducia: dalla parte della trasparenza
  • Verificare gli stili conflittuali e di empasse
  • Il ruolo delle famiglie allargate e dei nuovi compagni
  • La ricerca della risorse sui territori
  • Esercitazione modelli co-genitoriali
  • Cosa dicono le ricerche

WEBINAR 29 GENNAIO 2019 19-20 (successivamente visione del registrato)

Test di apprendimento a risposta multipla per ogni modulo e consegna attestati dopo la compilazione del questionario di valutazione e della recensione del corso.

METODOLOGIA

I moduli formativi sono suddivisi per tematiche. Sarà stimolata la partecipazione attiva in tutte le fasi del corso sia tramite i webinar sia tramite gli esercizi sbarramento e quelli proposti per ogni modulo. Inoltre, le tutor del corso e la formatrice saranno a disposizione dei partecipanti per rispondere a quesiti e dubbi e nel webinar QUESTION&ANSWER nella versione registrata potete avere risposte a quesiti inerenti i temi trattati in ogni modulo. Durante il corso saranno presentati strumenti e modalità operative da sperimentare nella quotidianità.

Ogni modulo è strutturato in video lezioni, slide, eventuale materiale di approfondimento, webinar Q&A da seguire in diretta nella giornata indicata o successivamente in registrata, esercitazioni anche in gruppo, forum e chat di discussione, strumenti operativi.

DESTINATARI

Il corso si rivolge a professionisti dell’aiuto – assistenti sociali, psicologi, pedagogisti, educatori professionali, mediatori famigliari, …

Si fa presente che la formatrice è accreditata dal CNOAS e risulta come agenzia autorizzata per la formazione continua.

Riconosciuti 29 crediti formativi e 5 crediti deontologici per assistenti sociali

DOCENTI

Elena Giudice, assistente sociale e formatrice. Assistente sociale libera professionista con esperienza di ormai 17 anni nell’area del lavoro con le famiglie e i minorenni, soprattutto nel lavoro con gli adolescenti e le loro famiglie, nella progettazione dei servizi, nella mediazione dei conflitti interculturali, nello sviluppo della sensibilità interculturale delle organizzazioni e delle persone. Mi sono formata sui modelli innovati di lavoro con le famiglie sia in Italia sia negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e ho conosciuto il modello del Parent Coordinator tramite una delle maggiori studiose statunitensi, Debra Carter. Collaboro privatamente con avvocati che si occupano do separazioni e sono socia dell’Associazione Italiana di Diritto Collaborativo
Dottorato di Ricerca in Metodologia della Ricerca Sociale e Sociologia Applicata.
Ho collaborato per 5 anni con l’Università degli Studi di Milano Bicocca in qualità di docente a contratto e ora insegno come docente a contratto presso l’Università di Enna Korè

Francesco Pisano, avvocato esperto di diritto di famiglia. È avvocato in Cagliari, esperto in diritto di famiglia. Prima di diventare avvocato ha lavorato come educatore e conosce in maniera approfondita i servizi sociali, il loro funzionamento così come il sistema giudiziario minorile e ordinario. Attento ai diritti degli utenti svolge attività di formazione nell’ambito del diritto delle relazioni affettive e di quello minorile. E’ autore di contributi pubblicati su riviste e testi giuridici.

Erika Del Pomo e Sara Visentin tutor del corso

QUOTA DI ISCRIZIONE

COSTO PER PRIVATI/PROFESSIONISTI/ASSOCIAZIONI/COOPERATIVE: 350 € + IVA 22% se dovuta ( 427€ totale)

QUOTA PER ENTI PUBBLICI e P.A. con fatturazione elettronica e pagamento posticipato al corso: 450 €: l’iva non è dovuta da Enti pubblici che pagano per i propri dipendenti. Non fare acquisto tramite carrello. Inviare mail a formazione@assistentesocialeprivato.it con impegno di spesa e nominativo con mail del professionista che partecipa al corso.

Selezionare con attenzione la categoria di cui si fa parte nel carrello acquisti. Non sono possibili modifiche della fattura.

3 recensioni per Coordinazione genitoriale – ONLINE

  1. Valutato 5 su 5

    Franca Bergognoni

    il corso mi ha avvicinato ad una chiave interpretativa ed un metodo davvero affascinante , so che non basta occorrono approfondimenti , il corso mi ha fornito spunti e nuovi indirizzi nella professione sociale, un rigore nell’accompagnamento dei genitori , per me tutto da imparare, per ora quindi grazie alla dott. Giudice ma spero che vi sia la possibilità di proseguire nella formazione.

    • Elena Giudice

      Grazie Franca

  2. Valutato 5 su 5

    stefania

    Ringrazio la Dr.ssa Giudice per la professionalità, competenza e per quanto è riuscita ad insegnarmi, oltre che per l’empatia che è riuscita a trasmettere.
    Sicuramente farò altri corsi di aggiornamento per CO.GE.
    Grazie.

    • Elena Giudice

      Grazie a te Stefania!

  3. Valutato 5 su 5

    FRANCESCA LEMMI

    Buongiorno. Consiglio vivamente questo corso di formazione. Assolutamente ben strutturato, dà strumenti pratici, chiari e implementativi. La preparazione è di altissimo livello. Sono rimasta molto entusiasta e ringrazio Elena e tutto lo staff per questa meravigliosa esperienza vissuta insieme. Se seguiranno corsi avanzati, sarò ben lieta di partecipare.

    • Elena Giudice

      Grazie Francesca!

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