e ‘ponte’ con i servizi sociali
Il nostro supporto alla genitorialità non è il come quello che ti posono offrire altri professionisti. Con noi farai un lavoro estremamente condiviso, partecipato, e che richiederà a te di modificare ciò che deciderai di modificare. Troverai di professionisti che non ti diranno quello che vuoi sentirti dire, piuttosto quello che serve sentirti dire. Il nostro compito è facilitare la tua analisi dei bisogni del tuo sistema familiare, delle tue modalità comunicative sia interne che esterne alla famiglia, nonché la lettura delle richieste che ti arrivano dai servizi sociali o dei giudici se sei all’interno di un procedimento giudiziario. Non è un giudizio sul “quanto sei bravo/a come genitore”, ma uno spazio professionale in cui possiamo guardare insieme alle dinamiche familiari, alle modalità comunicative e alle risposte educative, per renderle più coerenti con i bisogni dei tuoi figli e con i valori che desideri trasmettere.
Nel mio lavoro come assistente sociale privata mi occupo in modo particolare delle situazioni in cui la famiglia è già seguita dai servizi sociali su mandato dell’autorità giudiziaria, aiutando i genitori a ritrovare un ruolo attivo e consapevole dentro a questo contesto complesso. Lavoriamo in modo concreto sulle modalità comunicative, sui comportamenti, sulle tue risposte al comportamento degli altri. Molte persone disperdono energie e tempo nel voler modificare gli altri. Noi questa perdita di tempo le evitiamo! E ti facciamo impegnare a pensare a te stesso e cosa modificare di te per ottenere i risultati che vuoi.
Un supporto specifico per chi ha a che fare con i servizi sociali
Molte famiglie che mi contattano stanno già lavorando con i servizi sociali e faticano a capire cosa viene richiesto loro, come comunicare in modo efficace e come far riconoscere il proprio impegno. In questi casi, il supporto alla genitorialità ha una funzione molto concreta di “traduzione” e di connessione tra il linguaggio dei servizi, quello della giustizia e quello della vita quotidiana della famiglia.
Nel dettaglio lavoriamo su:
- Come prepararsi agli incontri con i servizi sociali, chiarire le richieste, organizzare le informazioni e documentare i cambiamenti in atto nella famiglia.
- Come comunicare in modo più efficace con gli assistenti sociali, gli operatori e gli altri professionisti coinvolti (CTU, educatori, psicologi), mantenendo un atteggiamento collaborativo ma anche consapevole dei propri diritti.
- Come integrare nella vita quotidiana le indicazioni che arrivano dai decreti e dai progetti dei servizi, in modo da trasformarle in comportamenti e routine osservabili e verificabili.
L’obiettivo è aiutarti a non sentirti “sotto esame” in modo passivo, ma a partecipare da protagonista al percorso di protezione e sostegno che coinvolge la tua famiglia.
Comunicazione con l’altro genitore e con i figli
Spesso, quando ci sono servizi sociali e provvedimenti del tribunale, il conflitto tra i genitori si intreccia con la paura di “sbagliare” agli occhi dei professionisti. Il supporto alla genitorialità in questo contesto è un lavoro molto pratico sulla comunicazione, sia interna alla famiglia che verso l’esterno.
Concretamente:
- Lavoriamo sulla comunicazione tra i due genitori: come gestire le informazioni sui figli, come coordinarsi sulle decisioni importanti, cosa scrivere (e cosa evitare) nelle chat, come non usare i figli come messaggeri o alleati.
- Costruiamo insieme messaggi da dare ai figli in modo condiviso, chiaro e adatto alla loro età, soprattutto quando si devono spiegare separazioni, incontri protetti, interventi dei servizi sociali o cambiamenti organizzativi importanti.
- Ragioniamo su come evitare che il conflitto tra adulti prenda il sopravvento, lavorando su uno stile comunicativo più centrato sui bisogni dei minori e meno sulle reciproche accuse.
Questo lavoro di comunicazione è strettamente collegato alle indicazioni dei provvedimenti e dei servizi, ma mantiene un focus preciso sul funzionamento quotidiano della coppia genitoriale.
Dinamiche familiari e organizzazione del sistema
Il supporto alla genitorialità che propongo non riguarda solo il “che cosa dire” o il “come comportarsi”, ma entra nel merito dell’organizzazione complessiva del sistema familiare. Guardiamo insieme alle dinamiche che coinvolgono non solo i genitori e i figli, ma anche le famiglie d’origine, le nuove coppie, le famiglie ricomposte e le altre figure significative.
In particolare, lavoriamo su:
- La distribuzione dei ruoli e delle responsabilità tra i genitori e, quando è il caso, tra nonni e altre figure di riferimento.
- Le alleanze, le coalizioni e i confini tra generazioni (chi decide cosa, chi si occupa di cosa, chi ha voce su quali aspetti).
- L’organizzazione pratica della vita familiare: orari, routine, regole di casa, modalità di gestione del tempo libero, degli spazi e delle relazioni con le famiglie d’origine.
L’idea è che non si possa cambiare davvero la comunicazione se non cambia anche, almeno in parte, la struttura del funzionamento familiare: per questo il lavoro è sempre orientato a modifiche reali, osservabili, verificabili nel tempo.
Un lavoro concreto, operativo, orientato al cambiamento
Il supporto alla genitorialità, soprattutto nelle situazioni ad alta complessità e con mandato dell’autorità giudiziaria, è un lavoro estremamente concreto, centrato su compiti e obiettivi. Non ci limitiamo a “parlare del problema”, ma traduciamo le riflessioni in azioni specifiche da sperimentare tra un incontro e l’altro.
Questo significa:
- Definire insieme piccoli passi realistici (es. modificare il modo in cui si gestisce un rientro a casa, una telefonata, un passaggio di informazioni ai servizi).
- Preparare e rielaborare gli incontri con i servizi sociali, gli avvocati o altri professionisti, così da sentirti più preparato/a e meno in balìa degli eventi.
- Monitorare cosa funziona e cosa no, correggendo le strategie in base ai feedback dei figli, dell’altro genitore e dei servizi.
Il focus del percorso non è “cambiare il bambino” ma sostenere l’adulto (o la coppia genitoriale) nel modificare le proprie modalità comunicative interne ed esterne, i comportamenti e, di conseguenza, il funzionamento del sistema familiare.
VEDI SE FA PER TE!
Per capire se questo percorso può esserti utile, ecco due situazioni tipo in cui spesso vengo contattata per un supporto alla genitorialità.
1. Genitori seguiti dai servizi sociali che non capiscono più “cosa devono fare”
Una coppia di genitori riceve un provvedimento dell’autorità giudiziaria: vengono attivati i servizi sociali e chiesto loro di “collaborare al progetto”. I genitori si sentono spaventati e confusi, non sempre capiscono il linguaggio usato nei documenti, hanno l’impressione che ogni cosa che dicono o fanno possa essere usata contro di loro e faticano a comunicare in modo costruttivo sia con i servizi sia tra di loro.
Nel percorso lavoriamo su come leggere e tradurre in azioni quotidiane le richieste contenute nei provvedimenti, come prepararsi agli incontri con gli operatori, come documentare i cambiamenti in famiglia e come costruire una comunicazione più chiara e meno impulsiva – con i servizi, con l’altro genitore e con i figli.
2. Genitori in forte difficoltà educative senza un procedimento in corso
Un altro scenario frequente è quello di genitori che non hanno servizi sociali attivati, ma sentono di aver “perso la bussola”: litigi quotidiani con i figli, regole che cambiano di continuo, discussioni tra adulti su ogni scelta educativa, interferenze delle famiglie d’origine che complicano l’organizzazione. I bambini o i ragazzi iniziano a mostrare comportamenti di chiusura, rabbia o rifiuto e i genitori non sanno più che strada prendere.
Qui il lavoro è centrato sulla lettura delle dinamiche familiari, sulla costruzione di un patto genitoriale più chiaro, sulla definizione di routine e regole realistiche e sulla ricerca di modalità comunicative più stabili, coerenti e comprensibili sia per gli adulti sia per i figli.
Per le tematiche relative all’alto conflitto co-genitoriale o al conflitto separativo fai riferimento alla pagina coordinazione genitoriale e mediaizone famigliare.
Per te che sei in dubbio rispetto a ciò che potrebbe fare al caso tu, ma sai che la situazione non sta funzionando al meglio chiedimi una consulenza.







