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Coordinazione genitoriale- ONLINE

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12 CREDITI DEONTOLOGICI 33 CREDITI FORMATIVI

800,00  + IVA

Il corso è composto da un totale di 86 ore

La parte normativa e metodologica è aggiornata alle norme introdotte dalla Riforma Cartabia 

 

Categoria:

Il Primo corso per apprendere il metodo della coordinazione genitoriale integrato di Debra Carter e la sua applicazione in Italia nel privato e nei servizi. Analizziamo le possibili applicazioni in Italia  mettendo in critica le attuali sperimentazioni, riflettendo sulle procedure giudiziarie per comprendere chiaramente gli spazi sia dentro che fuori i procedimenti. L’analisi del conflitto è affrontata in maniera strutturata. Il corso, che offre strumenti pratici e operativi, è conosciuto per la parte del metodo richiesta come formazione dalla Associazione Italiana Coordinatori Genitoriali  (www.aicoge.it). I formatori sono gli autori del volume ‘La coordinazione genitoriale in Italia’.

La parte normativa e metodologica è aggiornata alle norme introdotte dalla Riforma Cartabia 

Il riconoscimento del corso da parte dell’Associazione A.I.Co.Ge. è relativa alla parte di formazione riguardante il metodo della coordinazione genitoriale. All’atto della domanda di associatura, a chi ha frequentato corsi riconosciuti, verrà chiesto di presentarne solo l’attestato. L’Associazione, oltre a questo criterio formativo, richiede per la stessa associatura di dimostrare di possedere altre competenze – già acquisite e attestate o da acquisire entro 6 mesi dall’associatura – sui temi della psicopatologia, della psicologia evolutiva, della pedagogia, del diritto di famiglia e della gestione dei conflitti, oltre ad una pratica professionale di almeno 3 anni nell’ambito del lavoro con le famiglie e i minorenni.

Per gli avvocati si rileva come valida la pratica forense in diritto di famiglia.

Per ogni informazione relativa all’iscrizione ad A.I.Co.Ge. si invita a rivolgersi direttamente all’Associazione.

Da diversi anni ormai il tipo di utenza dei servizi sociali che si occupano per mandato istituzionale di famiglie e minorenni ha visto un radicale cambiamento. Dalle famiglie multiproblematiche ‘tipiche’ nei servizi sociali con storie generazionali di maltrattamento, incuria, trascuratezza, violenza, abuso di sostanze si è passati ad occuparsi con sempre più frequenza di coppie conflittuali e, spesso, altamente conflittuali in fase di separazione e/o divorzio con figli minorenni ed appartenenti a ceti sociali e culturali variegati, con problematiche personali tipiche e non.
Ad esempio dai dati Istat si rileva che nel 2010, rispetto al 1995, le separazioni sono aumentate di oltre il 65% mentre i divorzi sono praticamente raddoppiati. In aggiunta, si rileva una netta prevalenza dei procedimenti giudiziali. Dall’incrocio dei dati degli ultimi anni si evince inoltre che le unioni di ultima generazione tendono a durare sempre meno e, in presenza di figli, questo dato può comportare – ancor più che per le unioni di lunga data che si infrangono – tematiche conflittuali rilevanti, quali la delusione delle aspettative reciproche, desiderio di ferire l’altro per aver disatteso il proprio sogno, la rappresentazione sociale di sé sia nella propria famiglia di origine sia nella comunità, il tradimento del patto – spesso non esplicito – di coppia, la ricerca di una nuova famiglia,  il riscatto.
Inoltre il concetto stesso di famiglia si sta evolvendo ed infatti non siamo più in una situazione in cui la famiglia ‘tradizionale’ risulta la norma. Sempre più, infatti, i servizi sociali oltre a confrontarsi con coppie separate si interfacciano con: famiglie ricomposte con o senza nuovo legame matrimoniale, monoparentali, famiglie di fatto e, seppur non statisticamente rilevanti ad oggi in Italia, cresceranno le famiglie omosessuali con figli perché nati da una precedente unione eterosessuale o per inseminazione in vitro o grazie a madri surrogate avvenuta all’estero.
Di fronte a tutti questi cambiamenti i servizi sociali per le famiglie e i minorenni hanno faticato a confrontarsi con le nuove istanze delle famiglie così come fatica la legislazione a tenere il passo dei cambiamenti culturali. Perlopiù i servizi sociali hanno cercato di adattare i modelli e i metodi conosciuti al lavoro con le coppie conflittuali, senza molto successo e con una crescente frustrazione. Le tematiche affrontate nelle situazione di separazioni altamente conflittuali richiedono infatti attitudini, competenze, metodi e strumenti diversi da quelli tipici del lavoro sociale fino ad ora; l’invasione  -emotivo-relazionale delle coppie conflittuali e ancor più di quelle altamente conflittuali presuppone stili relazioni ad hoc da parte del professionista.
Alta conflittualità è infatti un concetto diverso da quello di conflittualità che rimanda ad un aspetto intrinseco ai processi di socializzazione. La relazione è sempre un incontro di differenze che talvolta si integrano, ma non si risolvono mai in modo stabile nell’uguaglianza di intenzioni, sentimenti, pensieri, convinzioni. I rapporti implicano quindi una continua ‘negoziazione’ ancor più richiesta nei processi di dissoluzione del patto affettivo degli adulti rispetto al quale si connettono sue processi opposti, ovvero separarsi e mantenere la continuità della genitorialità nell’interesse dei figli. La legge 54/2006 ha affrontato questo tema mettendo al centro le esigenze dei bambini sancendo il concetto di bigenitorialità e, allo stesso modo, la legge 219/2012 sancisce l’equiparazione tra figli legittimi e figli naturali identificando la sola dicitura di figli. Entrambe queste leggi hanno innovato l’assetto normativo italiano e, altrettanto, hanno comportato cambiamenti per i servizi sociali che sempre più si sono confrontati con il tema dell’affido congiunto, con Ordinanze del Tribunale Ordinario e logiche di questa Autorità Giudiziaria differenti da quella ormai conosciuta del Tribunale per i Minorenni. L’avvento della mediazione familiare ha fatto sperare di aver trovato un modo per lavorare con queste coppie, ma si è presto compreso il suo limite. Come si possono allora affrontare professionalmente, all’interno dei servizi sociali, le situazione di alta conflittualità ed evitare che si cristallizzino fino a diventare ‘missioni impossibili’?

Diverse indicazioni arrivano dal metodo del parent coordinator, figura attiva negli Stati Uniti come ausiliario dell’Autorità Giudiziaria.
Questo metodo offre spunti interessanti sia dal punto di vista teorico che operativo attraverso strumenti chiari e concreti che possono essere attuati dai servizi sociali in vario modo dipendentemente dal tipo di conflitto con il quale ci si confronta e dal mandato del Tribunale. Questo metodo mette al centro i bambini che tornano ad essere un focus reale e non solo agito. Nella pratica quotidiana con le coppie altamente conflittuali infatti può capitare che i professionisti dei servizi colludano con dinamiche relazioni disfunzionali e legittimino senza volerlo il conflitto. È allora necessario che il professionista si ponga con fermezza al di fuori del conflitto, un soggetto adulto che svolge una funzione di coordinamento delle azioni concrete per pianificare la vita quotidiana del nuovo assetto famigliare. I figli devono tornare ad essere il centro degli sforzi dei due genitori, delle loro responsabilità che non possono ignorare la necessità di condividere decisioni e rispondere a bisogni vitali. Il metodo e gli strumenti del parent coordinator possono essere un buono spunto per elaborare un modo di lavorare con le coppie conflittuali nei servizi sociali perché presuppone un contesto coatto e con una definizione del potere chiaro e trasparente.

Solo l’Autorità Giudiziaria può quindi essere promotrice di una lavoro con queste coppie che presuppone la necessità della definizione di una specifica cornice di lavoro con regole chiare e condivise, un luogo generativo e direttivo che aiuti i genitori ad attivare le risorse necessarie per il superamento o i contenimento della loro conflittualità. Perché questo percorso di trasformazione sia personalizzato e non un ‘pacchetto preconfezionato’ è allora necessario partire dall’identificazione del tipo di conflitto, presenza di fattori protettivi dal conflitto, cause del conflitto, ruolo di ogni soggetto nel conflitto – fase di screening – per poter definire il tipo di genitorialità sulla quale puntare e lo stile di facilitazione nelle diversi fasi di lavoro con la coppia. Solo queste fasi consecutive possono portare alla definizione di interventi appropriati a quella famiglia in quella specifica fase della propria vita relazionale. Alcuni studi sfatano infatti alcuni luoghi comuni quali la necessità dell’atteggiamento accogliente, la nocività del conflitto tout court. L’analisi di ricerche internazionali permette infatti di dare senso ad un tipo di intervento piuttosto che ad un altro, alla selezione di uno stile specifico di conduzione dei colloqui, alla prevalenze dell’aspetto del controllo inteso come un soggetto superpartes che assume le decisioni piuttosto che propendere sempre per un approccio partecipato. Si esce sempre più dalla dicotomia controllo-aiuto laddove il professionista assume un ruolo differente  basato sullo scopo del lavoro in ogni specifica fase. L’accento sull’educazione dei genitori diventa evidente, centro del lavoro da parte del professionista: educazione all’ascolto; educazione alla rilevazione dei fatti, educazione al percepire l’altro, nello specifico i bambini; educazione a rispettare gli impegni.

Metodologia

I moduli formativi sono suddivisi per tematiche. Sarà stimolata la partecipazione attiva in tutte le fasi del corso sia tramite ie video lezioni sia tramite gli esercizi sbarramento e quelli proposti per ogni modulo, che gli iscritti al corso sono invitati a svolgere in piccoli gruppi  autogestiti a distanza.. Inoltre, le tutor del corso e la formatrice saranno a disposizione dei partecipanti per rispondere a quesiti.

Durante il corso saranno presentati strumenti e modalità operative da sperimentare nella quotidianità.

Formatori

Dott.ssa Elena Giudice. Assistente sociale libera professionista con esperienza ventennale nell’area minori e famiglia, soprattutto nel lavoro con gli adolescenti e le loro famiglie, nella progettazione dei servizi, nello sviluppo della sensibilità interculturale delle organizzazioni e delle persone e della gestione del conflitto. Mi occupo di supervisione ai gruppi di professionisti del sociale da circa 14 anni e proprio per la riflessione sulla mancanza di una preparazione specifica in questo ambito ho frequentato un corso annuale secondo l’approccio integrato a Londra conseguendo il ‘Diploma in Child, Adolescent, Adult Psychoteraphy and Counselling Supervision’. Questo percorso mi ha permesso di identificare una cornice teorica dinamica per la supervisione nell’ambito del lavoro sociale così come strumenti operativi che non siano solo la parola e il racconto. Altrettanto mi sono trovata a dover adattare alcuni apprendimenti sia al contesto italiano sia allo specifico del lavoro sociale.  Agenzia autorizzata dal Ministero della Giustizia per la formazione degli assistenti sociali.

Francesco Pisano avvocato esperto di diritto di famiglia. Prima di diventare avvocato ha lavorato come educatore e conosce in maniera approfondita i servizi sociali, il loro funzionamento così come il sistema giudiziario minorile e ordinario. Attento ai diritti degli utenti svolge attività di formazione nell’ambito del diritto delle relazioni affettive e di quello minorile. E’ autore di contributi pubblicati su riviste e testi giuridici.

Sara Francavilla  psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva. E’ stata professore a contratto presso l’Università della Valle d’Aosta e all’università Bicocca di Milano. Attualmente svolge attività di formazione principalmente in psicotraumatologia e psicodiagnostica in contesti pubblici e privati. È docente presso la scuola gruppoanalitica COIRAG di Milano. Svolge attività come Consulente Tecnico nell’ambito del diritto di famiglia, mentre in ambito clinico collabora con CIAI onlus .Si occupa di diagnosi e trattamento di disturbi in età evolutiva e dei disturbi post-traumatici con utilizzo di tecniche quali EMDR e Terapia Sensomotoria. Fa riferimento anche alla psicoterapia diadica evolutiva e, lavorando con famiglie ad alta conflittualità, anche al metodo della coordinazione genitoriale. Ha collaborato come psicodiagnosta e psicoterapeuta con il Centro per la Ricerca e la Cura del Trauma Psicologico della Croce Rossa di Milano. Socio fondatore dell’Associazione Italiana Coordinatori Genitoriali.

Mara Pirotta educatrice professionale e pedagogista, docente a contratto presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. Specializzata in visite protette e supporto alla genitorialità.

Erika Del Pomo e Sara Visentin tutor del corso

Destinatari

Il corso si rivolge a professionisti dell’aiuto – assistenti sociali, psicologi, pedagogisti, educatori professionali, mediatori familiari – e  agli avvocati.

Il riconoscimento del corso da parte dell’Associazione A.I.Co.Ge. è relativa alla parte di formazione riguardante il metodo della coordinazione genitoriale. All’atto della domanda di associatura, a chi ha frequentato corsi riconosciuti, verrà chiesto di presentarne solo l’attestato. L’Associazione, oltre a questo criterio formativo, richiede per la stessa associatura di dimostrare di possedere altre competenze – già acquisite e attestate o da acquisire entro 6 mesi dall’associatura – sui temi della psicopatologia, della psicologia evolutiva, della pedagogia, del diritto di famiglia e della gestione dei conflitti, oltre ad una pratica professionale di almeno 3 anni nell’ambito del lavoro con le famiglie e i minorenni. Per gli avvocati si rileva come valida la pratica forense in diritto di famiglia. Per ogni informazione relativa all’iscrizione ad A.I.Co.Ge. si invita a rivolgersi direttamente all’Associazione.

COSTO

COSTO PER PRIVATI/PROFESSIONISTI/ASSOCIAZIONI/COOPERATIVE:  costo corso 800€ + 4% rivalsa INPS + IVA 22% (ev. ritenuta d’acconto se regime ordinario)

QUOTA PER ENTI PUBBLICI E P.A.:  costo corso 1000€ + 4% rivalsa INPS e ritenuta d’acconto 20% – IVA non dovuta da Enti pubblici che pagano per i propri dipendenti. NON FARE ACQUISTO TRAMITE CARRELLO – INVIARE MAIL A formazione@assistentesocialeprivato.it con l’indicazione del corso e del numero di partecipanti per ricevere il preventivo dei costi utile all’assunzione dell’impegno di spesa.

Politiche di rimborso: non è previsto rimborso per i corsi online

 

Ciascun modulo è composto da videolezioni, slide, riferimenti normativi e letture di approfondimento. Alcuni moduli si concludono con questionari a risposta multipla di verifica dell’apprendimento, altri con esercitazioni da svolgersi in piccoli gruppi o con il supporto delle tutor

I MODULO – Normativa vigente, linguaggio giuridico e procedure. Le ADR

  • Normativa vigente e procedure
  • Normativa in vigore in materia di separazioni e affidamento dei figli
  • Pronunciamenti e orientamenti della Corte Europea
  • Le novità previste dalla riforma del processo civile
  • Procedure giudiziarie: dal deposito dell’istanza alle sentenze dei vari gradi di giudizio
  • Ad ognuno le proprie competenze e chi sono gli attori coinvolti (GOT, CTU, …)
  • Linguaggio giuridico
  • Riservatezza e rischi per il professionista
  • Le ADR nella legislazione italiana
  • Ruolo e potere del coordinatore genitoriale nella legislazione italiana

Parte sul metodo: Dal II al VI e XIII modulo

II MODULO  – IL CONFLITTO E LA SUA ANALISI

  • Il conflitto: analisi, trasformazione e contenimento
  • Tipi di conflitto
  • Differenza tra conflitto e alto conflitto
  • Teorie del conflitto utili per la coordinazione genitoriale
  • Modificare l’approccio alla risoluzione del conflitto
  • Parola chiave: contenimento e negoziazione
  • Esercitazione sugli stadi del conflitto a piccoli gruppi
  • Trasformazione e maturazione del conflitto
  • Individuare gli ingredienti del conflitto
  • Le dinamiche familiari
  • Le dinamiche separative
  • Il patto implicito
  • il patto esplicito
  • I cicli di vita famigliare
  • L’elaborazione del lutto: gli stadi
  • L’elaborazione del lutto e l’alto conflitto

III MODULO – FACCIAMO CHIAREZZA SULLA COORDINAZIONE GENITORIALE

  • La coordinazione genitoriale: dalle radici in Nord America all’attualità
  • Nascita del metodo ed evoluzioni storiche
  • Dal modello ai metodi
  • Le differenze con altri modelli e metodi di uso comune nel lavoro con le famiglie in crisi
  • Cos’è la coordinazione genitoriale e le condizioni necessarie
  • Le specificità del metodo integrato
  • Le possibili aree di implementazione del metodo in Italia e il possibile ruolo dei servizi sociali
  • Il professionista che lavora con le coppie altamente conflittuali
  • Attitudini necessarie
  • La direttività come stile di contenimento accogliente
  • ‘Faccio ciò che dico’
  • Comunicare con i bambini
  • Utilizzare il pensiero laterale
  • Coerenza tra comunicazione verbale, para-verbale e non verbale

IV MODULO- PUNTI CHIAVE PER L’IMPLEMENTAZIONE ITALIANA

  • Ripresa del tema dei poteri del coordinazione genitoriale
  • Chi sceglie il coordinatore genitoriale
  • Che ruolo ha il CTU rispetto alla coordinazione genitoriale
  • Le parole sono importanti: il mandato del Tribunale
  • Il ruolo degli avvocati
  • Pagamento e questione relativa alla riservatezza e alla rinuncia
  • Si può parlare di ‘coazione volontaria’?
  • Conoscenza del lavoro di rete e del funzionamento delle istituzioni
  • La coordinazione genitoriale e l’affido ai servizi sociali: come si integrano?

Dal V al VII Modulo – Le fasi del metodo integrato di lavoro con le coppie altamente conflittuali

V LA FASE INFORMATIVA

  • Le fasi del metodo
  • Il primo contatto
  • Il colloquio informativo
  • Il contratto
  • Le modalità comunicative con il Co.Ge. , le regola del setting e il senso dell’intervento
  • La deontologia e l’etica che spazio hanno nell’incontro informativo?
  • Esercitazione sul colloquio informativo discussa durante webinar con la docente e le tutor

VI MODULO– LA PRIMA FASE, CONTENIMENTO DEL CONFLITTO

  • Acquisizione del mandato
  • L’analisi della documentazione: screening; individuare le parti coinvolte;
  • Storia e storie
  • Dinamiche genitoriali e relazionali. Il presente
  • I bambini e la loro situazione attuale: il contatto con i soggetti coinvolti
  • Il primo incontro e la firma del contratto
  • Gli incontri successivi
  • Strumenti operativi di contenimento del conflitto
  • Verifica dei fattori di rischio e di protezione
  • Individuare i punti di forza dei genitori
  • Modalità di gestione delle comunicazioni tra genitori e ripresa contratto
  • La rete: coordinamento efficace e trasparente
  • Colloqui di mantenimento e monitoraggio
  • Esercitazione primo incontro discussa durante webinar con la docente

VII MODULO – IN CONCLUSIONE…STIAMO SUL POSSIBILE

  • Strategie di fronteggiamento del conflitto e mantenimento
  • Ridefinire la relazione co-genitoriale e i modelli di co-genitorialità
  • ‘Patti chiari’ per lavorare insieme: evitare la collusione
  • Interessi rilevanti
  • Il piano genitoriale
  • L’educazione genitoriale come intervento
  • Evitare le invasioni e costruire la fiducia: dalla parte della trasparenza
  • Verificare gli stili conflittuali e di empasse
  • Il ruolo delle famiglie allargate e dei nuovi compagni
  • La ricerca della risorse sui territori
  • Esercitazione modelli co-genitoriali
  • Cosa dicono le ricerche
  • Esercitazione sulla negoziazione

DallVIII al X Modulo: Parte Psicopedagogica

VIII MODULO – PSICOPATOLOGIA E COORDINAZIONE GENITORIALE

  • Strutture di personalità e caratteristiche
  • Gestire le situazione francamente psicopatologiche in coordinazione genitoriale e di quelle non diagnosticate
  • Influenze sulla genitorialità
  • L’importanza del team di lavoro. Attenzione a replicare le dinamiche familiari

IX MODULO – PSICOLOGIA DELL’ETA’ EVOLUTIVA E COORDINAZIONE GENITORIALE

  • Stadi di sviluppo del bambino
  • Coordinazione genitoriale con bambini di età differenti: cosa cambia?
  • Influenza del conflitto sull’evoluzione psico-emotivo-relazionale e sociale del bambino

X MODULO – PEDAGOGIA E COORDINAZIONE GENITORIALE

  • Cos’è la pedagogia e come può essere utile alla coordinazione genitoriale
  • Teorie sulla famiglia e metafore famigliari con particolare riferimento alla teoria sistemica
  • Sistemi e conflitto una logica composizione
  • Osservazione, stili genitoriali e modalità interattive

XI MODULO – L’intimate Violence Partner 

  • I tipi di violenza
  • Le norme nazionali ed internazionali e la giurisprudenza
  • Il dominio nella violenza
  • Il lavoro dei professionisti
  • Violenza intima e coordinazione genitoriale
  • La violenza assistita

XII MODULO – INTERCULTURALITÀ, DEONTOLOGIA, LINEE GUIDA E NUOVE TECNOLOGIE NELLA COORDINAZIONE GENITORIALE

  • Come approcciamo l’altro: Consapevolezza del diversity e conseguente attivazione di competenze, in quanto influenti sul processo di coordinazione genitoriale, fattori socio-economici, culturali, di razza, etnici, linguistici, di età, di genere, religiosi, sessuali e di disabilità che condizionano la capacità o la volontà dei co-genitori di intraprendere un percorso di coordinazione genitoriale;
  • Conseguenze di preferenze e preconcetti personali del Coordinatore genitoriale, dei suoi valori e stile
  • I bias cognitivi
  • Modifiche al processo di coordinazione e al protocollo stabilito in risposta a bisogni straordinari
  • La comunicazione interculturale: stadi etnocentrici ed etno-relativi
  • Il Developmental Model of Intercultural Sensitivity
  • Il lavoro con i clienti internazionali: l’importanza della lingua
  • Considerazioni preliminari alla presa in carico di una coordinazione a distanza e virtuale
  • L’utilizzo efficace delle tecnologie per la comunicazione: chat, internet, mail Aspetti relativi a sicurezza, riservatezza e privacy
  • Inclusione degli aspetti tecnologici nel Contratto di servizi professionali (anche registrazioni dei colloqui)
  • L’utilizzo delle applicazioni smartphone e/o uso di piattaforme online di condivisione per il sostegno alla genitorialità (per esempio: piattaforme per la comunicazione co-genitoriale, calendario/programmazione, etc.)
  • I colloqui e le riunioni online
  • Aggiornamento sui progressi della tecnologia

XIII modulo- Deontologia, linee guida internazionale e A.I.Co.Ge.

  • La deontologia nelle linee guida internazionali; connessioni fra le Linee Guida AFCC per la Coordinazione Genitoriale (2019), altre linee guida etiche e linee guida sulla pratica professionale.E se sono un professionista che ha un codice deontologico a cui fare riferimento? Codice etico del coordinatore genitoriale (AFCC e A.I.Co.Ge.)
  • Coordinamento tra norme deontologiche del coordinatore genitoriale del proprio albo di appartenenza e ruolo di coordinatore genitoriale
  • Gestione del rischio nello svolgimento della coordinazione genitoriale Condizionamenti emotivi espliciti e impliciti, cognitivi e comportamentali
  • Linee guida internazionali AFCC (traduzione a cura di Aicoge)
  • L’associazione italiana coordinatori genitoriali storia, organizzazione e protocollo operativo

 

Il corso prevede un questionario finale di valutazione dell’apprendimento e un questionario finale di valutazione del gradimento, entrambi obbligatori, e l’analisi critica di un colloquio videoregistrato e inviato al formatore.

Superato l’esame sarà possibile ricevere l’attestato conclusivo.

Ore corso: 86

15 recensioni per Coordinazione genitoriale- ONLINE

  1. 5 su 5

    Dullio

    Ho trovato il Corso ben strutturato sia sotto il profilo della sua organizzazione, sia, nei contenuti.
    L’articolazione dei contenuti, ha consentito di accedere con gradualità alle varie aree tematiche, seguendo una logica evolutiva e facilitante l’apprendimento.
    Ho trovato molto utili e complementari alle videolezioni, sia i contributi webinar, sia l’arricchimento dato da allegati e bibliografia.
    In ultimo, non certo per importanza, sottolineo il prezioso supporto delle Tutors, durante le varie fasi del percorso formativo.
    Complimenti.

  2. 5 su 5

    Antonella

    Studiare l’alta conflittualità è molto importante; corso essenziale, formatori magnifici.

  3. 5 su 5

    Erika

    Chiarezza dei contenuti, metodo spiegato benissimo, tutor disponibili!!

  4. 5 su 5

    Rita

    Il corso è stato interessantissimo e sono molto contenta di averlo potuto seguire. Certo mi è mancata la possibilità di partecipare direttamente, avendo seguito quello registrato. Io credo molto in questo tipo di intervento e sono veramente soddisfatta di aver avuto la possibilità di approfondire quanto letto nei due libri a disposizione. Sicuramente mi iscriverò a quello di approfondimento.

  5. 5 su 5

    joy

    Buongiorno, corso veramente molto interessante che aiuta i professionisti ad avere una chiave di lettura e interpretativa vista da
    un’ angolazione diversa e quindi più ampia.
    La Dottoressa Giudice l’ho trovata molto interessante e cattura molto l ‘attenzione e l’interesse pur essendo online.
    Il fatto che sia interamente on line è comodo per coloro che ovviamente lavorano.
    Grazie

  6. 5 su 5

    Chiara Comotto

    Corso ben strutturato, molto interessante e coinvolgente. Gli argomenti sono spiegati in modo chiaro ed esaustivo e ogni tematica è supportata da diverso materiale utile per approfondire. Sono riuscita a completare il corso piuttosto velocemente perchè non è mai risultato faticoso o noioso. Lo consiglio vivamente a tutti coloro che, per ragioni professionali o personali, possano essere interessati a questo argomento.

  7. 5 su 5

    Fausto Della Bianca

    Corso fatto molto bene e completo. Ottima la metodologia e i contenuti. Pur venendo dal mondo della Psichiatria clinica, con una formazione prevalentemente di tipo psicodinamico e dalla psicologia giuridica e forense come CTU e CTP, ho trovato molto interessanti e utili le indicazioni poste dal metodo che apparentemente potrebbero sembrare troppo direttive ma che in realtà corrispondono a ddei bisogni di contenimento e ad argini richiesti dagli stessi genitori. Complimenti.

  8. Elena Giudice

    Grazie, perchè noi puntiamo a professionisti appassionati che abbiamo voglia di formarsi per crescere etu sei un esempio di forza e passione come pochi. Elena

  9. 5 su 5

    Jusi Andriuolo

    Conoscevo personalmente la Dott.ssa Elena Giudice prima di iscrivermi, quindi per me la sua conoscenza era già una garanzia di serietà e professionalità.
    Tutto lo staff è sempre stato disponibile ed esaustivo per qualunque problematica sottoposta per cui non posso che esprimere un giudizio particolarmente favorevole.
    Come professione io sono un Avvocato e ho approcciato questo corso perché, volendo caldamente suggerire e consigliare ai miei clienti altamente conflittuali un percorso di CO.GE. avevo la necessità di studiare “da dentro” i meccanismi, l’approccio, la figura.
    Buon lavoro a tutti coloro che svolgeranno questa professione e grazie ancora all’opportunità di conoscenza che la Dott.ssa Giudice ci ha regalato.

  10. Elena Giudice

    Grazie Franca

  11. 5 su 5

    Franca Bergognoni

    il corso mi ha avvicinato ad una chiave interpretativa ed un metodo davvero affascinante , so che non basta occorrono approfondimenti , il corso mi ha fornito spunti e nuovi indirizzi nella professione sociale, un rigore nell’accompagnamento dei genitori , per me tutto da imparare, per ora quindi grazie alla dott. Giudice ma spero che vi sia la possibilità di proseguire nella formazione.

  12. Elena Giudice

    Grazie a te Stefania!

  13. 5 su 5

    stefania

    Ringrazio la Dr.ssa Giudice per la professionalità, competenza e per quanto è riuscita ad insegnarmi, oltre che per l’empatia che è riuscita a trasmettere.
    Sicuramente farò altri corsi di aggiornamento per CO.GE.
    Grazie.

  14. Elena Giudice

    Grazie Francesca!

  15. 5 su 5

    FRANCESCA LEMMI

    Buongiorno. Consiglio vivamente questo corso di formazione. Assolutamente ben strutturato, dà strumenti pratici, chiari e implementativi. La preparazione è di altissimo livello. Sono rimasta molto entusiasta e ringrazio Elena e tutto lo staff per questa meravigliosa esperienza vissuta insieme. Se seguiranno corsi avanzati, sarò ben lieta di partecipare.

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