Coordinazione genitoriale

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(8 recensioni dei clienti)

 350,00 + IVA

Il corso per apprendere il metodo della coordinazione genitoriale
integrato di Debra Carter ed applicarlo nei vari contesti lavorativi
(privato, servizi sociali, servizi accreditati).

21 disponibili

Descrizione

Il corso per apprendere il metodo della coordinazione genitoriale
integrato di Debra Carter ed applicarlo nei vari contesti lavorativi
(privato, servizi sociali, servizi accreditati). Analizziamo le
possibili applicazioni in Italia mettendo in critica le attuali
sperimentazioni riflettendo sulle procedure giudiziarie per comprendere
chiaramente gli spazi della normativa o nell’extragiudiziale. L’analisi
del conflitto è affrontata in maniera strutturata. Strumenti pratici
operativi.

 

Lavorare con le coppie altamente conflittuali attraverso il metodo della Coordinazione Genitoriale

Il primo corso in Italia alla sua 25° edizione

  • Milano, 6,7,8 ottobre 2017 SOLD OUT
  • Milano, 24,25,26 novembre 2017 SOLD OUT
  • Milano, 15-16-17 dicembre 2017 SOLD OUT
  • Milano, 26-27-28 gennaio 2018 SOLD OUT
  • Acireale (CT), 4-5-6 maggio 2018 Acireale, SOLD OUT
  • Milano, 1-2-3 giugno 2018 SOLD OUT
  • 12 -13 ottobre e 25-26 ottobre 2018 Milano
  • 11-12 gennaio 2019 e 25-26 gennaio 2019 a Brescia

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72419Da diversi anni ormai il tipo di utenza dei servizi sociali che si occupano per mandato istituzionale di famiglie e minorenni ha visto un radicale cambiamento. Dalle famiglie multiproblematiche ‘tipiche’ nei servizi sociali con storie generazionali di maltrattamento, incuria, trascuratezza, violenza, abuso di sostanze si è passati ad occuparsi con sempre più frequenza di coppie conflittuali e, spesso, altamente conflittuali in fase di separazione e/o divorzio con figli minorenni ed appartenenti a ceti sociali e culturali variegati, con problematiche personali tipiche e non.
Ad esempio dai dati Istat si rileva che nel 2010, rispetto al 1995, le separazioni sono aumentate di oltre il 65% mentre i divorzi sono praticamente raddoppiati. In aggiunta, si rileva una netta prevalenza dei procedimenti giudiziali. Dall’incrocio dei dati degli ultimi anni si evince inoltre che le unioni di ultima generazione tendono a durare sempre meno e, in presenza di figli, questo dato può comportare – ancor più che per le unioni di lunga data che si infrangono – tematiche conflittuali rilevanti quali la delusione delle aspettative reciproche, desiderio di ferire l’altro per aver disatteso il proprio sogno, la rappresentazione sociale di sé sia nella propria famiglia di origine sia nella comunità, il tradimento del patto – spesso non esplicito – di coppia, la ricerca di una nuova famiglia; il riscatto.
Inoltre il concetto stesso di famiglia si sta evolvendo ed infatti non siamo più in una situazione in cui la famiglia ‘tradizionale’ risulta la norma. Sempre più, infatti, i servizi sociali oltre a confrontarsi con coppie separate si interfacciano con: famiglie ricomposte con o senza nuovo legame matrimoniale; monoparentali; famiglie di fatto; e, seppur non statisticamente rilevanti ad oggi in Italia, cresceranno le famiglie omosessuali con figli perché nati da una precedente unione eterosessuale o per inseminazione in vitro o grazie a madri surrogate avvenuta all’estero.
Di fronte a tutti questi cambiamenti i servizi sociali per le famiglie e i minorenni hanno faticato a confrontarsi con le nuove istanze delle famiglie così come fatica la legislazione a tenere il passo dei cambiamenti culturali. Perlopiù i servizi sociali hanno cercato di adattare i modelli e i metodi conosciuti al lavoro con le coppie conflittuali; senza molto successo e con una crescente frustrazione. Le tematiche affrontate nelle situazione di separazioni altamente conflittuali richiedono infatti attitudini, competenze, metodi e strumenti diversi da quelli tipici del lavoro sociale fino ad ora; l’’invasione’ emotivo-relazionale delle coppie conflittuali e ancor più di quelle altamente conflittuali presuppone stili relazioni ad hoc da parte del professionista.
Alta conflittualità è infatti un concetto diverso da quello di conflittualità che rimanda ad un aspetto intrinseco ai processi di socializzazione. La relazione è sempre un incontro di differenze che talvolta si integrano, ma non si risolvono mai in modo stabile nell’uguaglianza di intenzioni, sentimenti, pensieri, convinzioni. I rapporti implicano quindi una continua ‘negoziazione’ ancor più richiesta nei processi di dissoluzione del patto affettivo degli adulti rispetto al quale si connettono sue processi opposti, ovvero separarsi e mantenere la continuità della genitorialità nell’interesse dei figli. La legge 54/2006 ha affrontato questo tema mettendo al centro le esigenze dei bambini sancendo il concetto di bigenitorialità e, allo stesso modo, la legge 219/2012 sancisce l’equiparazione tra figli legittimi e figli naturali identificando la sola dicitura di figli. Entrambe queste leggi hanno innovato l’assetto normativo italiano e, altrettanto, hanno comportato cambiamenti per i servizi sociali che sempre più si sono confrontati con il tema dell’affido congiunto, con Ordinanze del Tribunale Ordinario e logiche di questa Autorità Giudiziaria differenti da quella ormai conosciuta del Tribunale per i Minorenni. L’avvento della mediazione famigliare ha fatto sperare di aver trovato un modo per lavorare con queste coppie, ma si è presto compreso il suo limite. Come si possono allora affrontare professionalmente, all’interno dei servizi sociali, le situazione di alta conflittualità ed evitare che si cristallizzino fino a diventare ‘missioni impossibili’?
Diverse indicazioni arrivano dal metodo del parent coordinator, figura attiva negli Stati Uniti come ausiliario dell’Autorità Giudiziaria.
Questo metodo offre spunti interessanti sia dal punto di vista teorico che operativo attraverso strumenti chiari e concreti che possono essere attuati dai servizi sociali in vario modo dipendentemente dal tipo di conflitto con il quale ci si confronta e dal mandato del Tribunale. Questo metodo mette al centro i bambini che tornano ad essere un focus reale e non solo agito. Nella pratica quotidiana con le coppie altamente conflittuali infatti può capitare che i professionisti dei servizi colludano con dinamiche relazioni disfunzionali e legittimino senza volerlo il conflitto. È allora necessario che il professionista si ponga con fermezza al di fuori del conflitto, un soggetto adulto che svolge una funzione di coordinamento delle azioni concrete per pianificare la vita quotidiana del nuovo assetto famigliare. I figli devono tornare ad essere il centro degli sforzi dei due genitori, delle loro responsabilità che non possono ignorare la necessità di condividere decisioni e rispondere a bisogni vitali. Il metodo e gli strumenti del parent coordinator possono essere un buono spunto per elaborare un modo di lavorare con le coppie conflittuali nei servizi sociali perché presuppone un contesto coatto e con una definizione del potere chiaro e trasparente.

Solo l’Autorità Giudiziaria può quindi essere promotrice di una lavoro con queste coppie che presuppone la necessità della definizione di una specifica cornice di lavoro con regole chiare e condivise, un luogo generativo e direttivo che aiuti i genitori ad attivare le risorse necessarie per il superamento o i contenimento della loro conflittualità. Perché questo percorso di trasformazione sia personalizzato e non un ‘pacchetto preconfezionato’ è allora necessario partire dall’identificazione del tipo di conflitto, presenza di fattori protettivi dal conflitto, cause del conflitto, ruolo di ogni soggetto nel conflitto – fase di screening – per poter definire il tipo di genitorialità sulla quale puntare e lo stile di facilitazione nelle diversi fasi di lavoro con la coppia. Solo queste fasi consecutive possono portare alla definizione di interventi appropriati a quella famiglia in quella specifica fase della propria vita relazionale. Alcuni studi sfatano infatti alcuni luoghi comuni quali la necessità dell’atteggiamento accogliente, la nocività del conflitto tout court. L’analisi di ricerche internazionali permette infatti di dare senso ad un tipo di intervento piuttosto che ad un altro, alla selezione di uno stile specifico di conduzione dei colloqui, alla prevalenze dell’aspetto del controllo inteso come un soggetto superpartes che assume le decisioni piuttosto che propendere sempre per un approccio partecipato. Si esce sempre più dalla dicotomia controllo-aiuto laddove il professionista assume un ruolo differente dipendentemente dallo scopo del lavoro in ogni specifica fase. L’accento sull’educazione dei genitori diventa evidente, centro del lavoro da parte del professionista: educazione all’ascolto; educazione alla rilevazione dei fatti, educazione al percepire l’altro, nello specifico i bambini; educazione a rispettare gli impegni.

PROGRAMMA

PROGRAMMA 4 giornate suddivise in due moduli di 2 giornate

I contenuti e le ore del corso sono coerenti con quanto indicato dall’Ordine degli Assistenti Sociali della Lombardia e con l’Associazione Italiana Coordinatori Genitoriali (www.aicoge.it)

Orari: 9 – 18 nella prima giornata di ogni modulo e 9-17 nella seconda giornata per un totale effettivo di 30 ore effettive di formazione

I° MODULO

PRIMA GIORNATA

Normativa vigente e procedure

  • normativa in vigore in materia di separazioni e affidamento dei figli
  • pronunciamenti e orientamenti della Corte Europea
  • procedure giudiziarie: dal deposito dell’istanza alle sentenze dei vari gradi di giudizio
  • ad ognuno le proprie competenze (T.O., T.M., G.T.) e chi sono gli attori coinvolti (GOT, CTU, …)
    linguaggio giuridico
  • ADR nella legislazione italiana
  • ruolo e potere del coordinatore genitoriale nella legislazione italiana

Il conflitto: analisi, trasformazione e contenimento

  • tipi di conflitto
  • differenza tra conflitto e alto conflitto
  • teorie del conflitto utili per la coordinazione genitoriale
  • modificare l’approccio alla risoluzione del conflitto
  • parola chiave: contenimento e negoziazione
  • esercitazione sugli stadi del conflitto a piccoli gruppi
  • trasformazione e maturazione del conflitto
  • individuare gli ingredienti del conflitto
  • esercitazione negoziazione basata sugli interessi

SECONDA GIORNATA

La coordinazione genitoriale: dalle radici in Nord America all’attualità

  • nascita del metodo ed evoluzioni storiche
  • dal modello ai metodi
  • le differenze con altri modelli e metodi di uso comune nel lavoro con le famiglie in crisi
  • cos’è la coordinazione genitoriale e le condizioni necessarie
  • le specificità del metodo integrato
  • le possibili aree di implementazione del metodo in Italia e il possibile ruolo dei servizi sociali

Il professionista che lavora con le coppie altamente conflittuali

  • attitudini necessarie
  • la direttività come stile di contenimento accogliente
  • ‘faccio ciò che dico’
  • comunicare con i bambini
  • utilizzare il pensiero laterale
  • coerenza tra comunicazione verbale, para-verbale e non verbale

Punti chiave per l’implementazione italiana

  • ripresa del tema dei poteri del coordinazione genitoriale
  • chi sceglie il coordinatore genitoriale
  • che ruolo ha il CTU rispetto alla coordinazione genitoriale
  • le parole sono importanti: il mandato del Tribunale
  • il ruolo degli avvocati
  • pagamento e questione relativa alla riservatezza e alla rinuncia
  • si può parlare di ‘coazione volontaria’?
  • conoscenza del lavoro di rete e del funzionamento delle istituzioni
  • la coordinazione genitoriale e l’affido ai servizi sociali: come si integrano?

II° MODULO

PRIMA GIORNATA

Le fasi del metodo integrato di lavoro con le coppie altamente conflittuali. La fase informativa

  • le fasi del metodo
  • il primo contatto
  • il colloquio informativo
  • il contratto
  • le modalità comunicative con il Co.Ge. , le regola del setting e il senso dell’intervento
  • la deontologia e l’etica che spazio hanno nell’incontro informativo
  • esercitazione sul colloquio informativo

La prima fase

  • acquisizione del mandato
  • l’analisi della documentazione: screening; individuare le parti coinvolte;
  • storia e storie
  • dinamiche genitoriali e relazionali. Il presente
  • i bambini e la loro situazione attuale: il contatto con i soggetti coinvolti
  • il primo incontro e la firma del contratto

SECONDA GIORNATA

Continuazione la prima fase

  • gli incontri successivi
  • strumenti operativi di contenimento del conflitto
  • verifica dei fattori di rischio e di protezione
  • individuare i punti di forza dei genitori
  • modalità di gestione delle comunicazioni tra genitori e ripresa contratto
  • la rete: coordinamento efficace e trasparente
  • colloqui di mantenimento e monitoraggio
  • esercitazione primo incontro

Strategie di fronteggiamento del conflitto e mantenimento

  • ridefinire la relazione co-genitoriale e i modelli di cogenitorialità
  • ‘patti chiari’ per lavorare insieme: evitare la collusione
  • interessi rilevanti
  • il piano genitoriale
  • l’educazione genitoriale come intervento
  • evitare le invasioni e costruire la fiducia: dalla parte della trasparenza
  • verificare gli stili conflittuali e di empasse
  • il ruolo delle famiglie allargate e dei nuovi compagni
  • la ricerca della risorse sui territori
  • esercitazione modelli co-genitoriali

Cosa dicono le ricerche

_________________________

Contenuti deontologici presenti nel corso: riferimenti concreti ai principi ed articoli del Codice Deontologico della trasparenza, linguaggio chiaro e appropriato, riservatezza e segreto professionale, empowerment, appropriatezza del metodo e personalizzazione dell’intervento, autoefficacia e responsabilizzazione. Altrettanto si tratterà il tema inerente l’art. 15 dell’ammissione dell’errore e delle strategie di risoluzione dello stesso con la partecipazione delle persone. I riferimenti deontologici saranno chiaramente connessi alla legislazione vigente e differenziati rispetto a questa sulla base che si lavori inuma ente pubblico o in regime di pratica privata.

METODOLOGIA

  • lezioni frontali per la spiegazione di teorie, metodi e strumenti
  • lavori in sottogruppi (coppie, triadi, piccoli gruppi) per la sperimentazione operativa
  • esercitazioni pratiche sulla base di situazioni seguite dai servizi sociali con attivazione di colloqui sia condotti dalla formatrice sia dai partecipanti

FORMATORI

Dott.ssa Elena Giudice – Assistente sociale libera professionista con esperienza decennale nell’area minori e famiglia, soprattutto nel lavoro con gli adolescenti e le loro famiglie, nella progettazione dei servizi, nella mediazione dei cinflitti interculturali, nello sviluppo della sensibilità interculturale delle organizzazioni e delle persone. Mi sono formata sui modelli innovati di lavoro con le famiglie sia in Italia sia negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e ho conosciuto il modello del Parent Coordinator tramite una delle maggiori studiose statunitensi, Debra Carter. Collaboro privatamente con avvocati che si occupano do separazioni e sono socia dell’Associazione Italiana di Diritto Collaborativo
Dottorato di Ricerca in Metodologia della Ricerca Sociale e Sociologia Applicata.
Collabora con l’Università degli Studi di Milano Bicocca in qualità di docente a contratto.

Avv. Francesco Pisano o altri avvocati specificamente esperti di diritto di famiglia identificati dall’organizzazione nelle varie parti d’Italia. Nell’edizione di Brescia saranno presenti l’avv. Loda e l’avv. Ardesi.

DESTINATARI e ACCREDITAMENTO FORMAZIONE CONTINUA

Assistenti sociali, educatori, psicologi e operatori impegnati in servizi che si occupano di minori e famiglie. Verranno richiesti i crediti FC per assistenti sociali. Si fa presente che la formatrice è accreditata dal CNOAS e risulta come agenzia autorizzata per la formazione continua.

Riconosciuti 25 crediti formativi e 5 crediti deontologici per assistenti sociali

QUOTA DI ISCRIZIONE

COSTO PER PRIVATI/PROFESSIONISTI/ASSOCIAZIONI/COOPERATIVE: 350 € + IVA 22% se dovuta (nel modulo di iscrizione selezionare la categoria nella quale si rientra CON ATTENZIONE. Iva non dovuta da parte di assistenti sociali regolarmente iscritti all’Ordine professionale)

QUOTA PER ENTI PUBBLICI 450 €: l’iva non è dovuta da Enti pubblici che pagano per i propri dipendenti (inviare mail senza fare ordine con indicati dati Ente e nominativo del partecipante ed inviare impegno di spesa via mail)

L’evento formativo si terrà con il raggiungimento di un minino di 15 partecipanti per una massimo di 23 a Milano e con un minimo di 18 ed un massimo di 30 nelle altre zone di Italia.

Nella quota di partecipazione sono inclusi i coffee break e il pranzo a Milano.

Le iscrizioni si intendono perfezionate con il pagamento. Iscrizioni senza pagamento contesuale saranno garantite per una sola settimana dalla data di iscrizione o fino d esaurimento posti

SEDE

MILANO: Via Lanzone, 36 MIlano (MM Sant’Ambrogio – linea verde diretta da stazioni ferroviarie)

BRESCIA: Centro Paolo VI, Via Gezio Calini, 30, 25121 Brescia BS

Il corso sarà attivato al raggiungimento di 15 iscritti per un massimo di 23/25.

Il corso può essere organizzato in qualsiasi parte di Italia. Contattatemi per un preventivo: info@assistentesocialeprivato.it 

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RIMBORSI leggere con attenzione: è previsto rimborso del 100% entro 60 giorni dall’inzio del corso; del 50% entro un mese dall’inizio del corso. Non è possibile lo spostamento sul corso online. È possibile lo spostamento in altra edizione sono entro un mese dall’inizio dell’edizione a cui si è iscritti. I termini di rimborso e spostamento non sono modificabili.

8 recensioni per Coordinazione genitoriale

  1. Valutato 5 su 5

    sarah viola

    Una materia nuovissima, nella quale è davvero difficile districarsi ed essere chiari ed efficaci.Questo corso lo fa, e ti mette nella condizione di sentirti in grado di cominciare ad operare.
    Grazie Elena, della tua competenza e della tua voglia di fare.

    • Elena Giudice

      Grazie Sarah per lo stima! 🙂 e l’umiltà che dimostro nonostante la tua enorme esperienza.

  2. Valutato 5 su 5

    Sara

    Bellissimo e interessantissimo corso. Elena una docente davvero brava!!!

    • Elena Giudice

      Grazie Sara 🙂

  3. Valutato 4 su 5

    Gaetana Moriano

    Grazie per questo utilissimo approfondimento del tema alta conflittualità, condotto con professionalità e accuratamente ricco di contenuti interessanti.

    • Elena Giudice

      Grazie, elena

  4. Valutato 5 su 5

    Giovanna Esposito

    Focus sui MINORI, approccio centrato sulla genitorialità, implementazione delle potenzialità dell’individuo (lavoro CON la persona e non AL POSTO della persona), “riconoscimento” della propria professionalità in connessione alle altre… sono solo alcuni degli ingredienti salienti che ho potuto sperimentare in questa formazione.
    Ringrazio entrambi i formatori per aver messo in gioco il sapere, l’ esperienza e la propria persona, dando possibilità a tutti di credere in ciò che si fa. Chi deciderà di partecipare a questo corso avrà modo di ampliare il proprio bagaglio esperienziale non solo attraverso l’acquisizione di contenuti ma mettendosi in gioco e aprendosi al confronto con altri professionisti. Questo metodo ce lo insegna e la sua bellezza sta nella possibilità di applicarlo in diversi ambiti del lavoro a favore delle persone.
    Grazie ancora ai formatori perchè penso che il vostro modo di operare sia fonte di stimolo a riguardare sempre la propria professionalità e a sperare di poter migliorarsi (o cambiare prospettiva) all’interno del sistema dei servizi alla persona….
    Buon cammino a tutti!

    • Elena Giudice

      Grazie Giovanna! 🙂

  5. Valutato 5 su 5

    Francesca Di Curzio

    Ho frequentato lo scorso fine settimana il corso di formazione sulla coordinazione genitoriale e ci tengo a ringraziare Elena Giudice che ha saputo condurre con grande entusiasmo e professionalità una formazione molto innovativa per i suoi contenuti. Lavoro da pochissimo nell’ambito di un servizio famiglie e minori e da subito ho avvertito la necessità, in particolare nel lavoro con le coppie altamente conflittuali, di apprendere una metodologia di lavoro molto organizzata e concreta, da mettere in pratica subito, e il corso ha pienamente soddisfatto le mie aspettative!Continuerò, senza dubbio, a seguire il lavoro di elena e a partecipare alle sue formazioni. Grazie!

    • Elena Giudice

      Grazie Francesca 🙂

  6. Valutato 4 su 5

    Monica Taccardi

    due giornate molto intense che permettono di capire le premesse teoriche e metodologiche della coordinazione genitoriale. Elena Giudice coinvolge con la sua esperienza, competenza e soprattutto passione per il suo lavoro. La coordinazione genitoriale può rappresentare davvero una risorsa preziosa in più per chi si misura ogni giorno con la sofferenza e le conseguenze della conflittualità genitoriale.

    • Elena Giudice

      Grazie Monica. Elena

  7. Valutato 5 su 5

    GENEROSO PETRILLO

    Solo volando con le aquile, imparerai ad essere aquila…
    Grazie alla diligente e professionale collega Elena Giudice, la quale ha saputo contribuire in maniera eccelsa alla mia crescita professionale, nonché alla spendibilità delle mie competenze, attraverso la pratica della Coordinazione Genitoriale, metodo scalfito da azioni, momenti, spazi, decisioni…. tutto in funzione della garanzia del superiore interesse del minore e della bigenitorialita’, neutralizzando e l’alta conflittualità.
    Una tre giorni di alta formazione, in cui è stato possibile costruire importanti segmenti di comunità con altri colleghi e altri professionisti dell’ aiuto, al fine di sperimentare l’implementazione di questo metodo sia nei servizi pubblici che nel privato. Grazie ancora Elena… grazie per avermi dato modo di proiettare il mio volo professionale, quasi alla pari altezza delle nuvole!
    #COORDINAZIONEGENITORIALE
    #MILANOCITTAAPERTA
    #GARANTEDELLABIGENITOTIALITA
    #LIBERAPROFESSIONEDIQUALITA

  8. Valutato 5 su 5

    marta falconieri

    Docente pragmatico , corso molto interessante che permette di conoscere e poter utilizzare nel lavoro quotidiano di assistente sociale uno strumento in più

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