Webinar: Alienazione genitoriale, il punto di vista legale


Nel webinar del giovedì affrontiamo insieme all’avvocato Giorgio Maione un argomento molto discusso:

l’Alienazione genitoriale dal punto di vista legale.

Il concetto di alienazione genitoriale, ad oggi, divide i studiosi, in quanto si discute se questo sia una sindrome o un comportamento.

Il dibattito si esplica nel quesito :

Caso singolo o patologia?

In ambito giuridico c’ è una separazione molto netta a riguardo derivante da quella  del  mondo scientifico,; se quest’ultimo prendesse una posizione netta e decisa a riguardo  il mondo giuridico dovrebbe solo prendere atto e procedere di conseguenza.

esempi di alienazione genitoriale:

  • un genitore crea diviene un ostacolo  per la frequentazione del figlio con l’altro genitore (es inventa malattia)
  •  deligittimazione dell’altro genitore
  • riduzione del ruolo genitoriale dell’altro genitore

Questo tipo di genitori agisce svolgendo un vero e proprio “lavaggio del cervello” sul figlio

Alcune  sentenze tendono a non seguire una linea uniforme per quanto riguarda l’alienazione genitoriale e questo genera confusione in ambito  giuridico.

COMPORTAMENTO ALIENANTE:

Questo comportamento può arrecare dei danni al minore; che vanno valutati dal tribunale  nel momento di affido e collocamento;

Se un genitorie crea delle alleanze con il figlio al fine di cancellare l’altro genitore si parla di alienazione genitoriale;

…ma se entrambi i genitori portano avanti questi comportamenti?

In piene crisi pandemica febbraio 2020, la cassazione affronta questo tema pur non spiegando cosa sia  la PAS, ma confermando che una totale conflittualità fra genitori, il rifiuto della mediazione familiare da parte di questi, la  sofferenza del figlio, hanno portato alla nomina di  un tutore, in attesa che i genitiori torvino un accordo.

Bisogna sottolineare che se la scienza domani si trovasse all’unanimità a dire che la PAS esiste le cose cambierebbero , ma per ora si parla di comportamenti a danno del minore.

QUALI SONO LE CONSEGUENZE PENALI E CIVILI?

C’ è chi inquadra questi comportamrnti come maltrattamenti, quindi dal punto di vista penale; invece dal punto di vista civile ci sono vari tribunali che se ne occupano, e possono essere portati alla valutazione dlel giudice.

Le sanzioni che possono essere provocate dal comportamento alienante:

  1. modifica affidamento
  2. risarcimento  del danno a favore del  minore o del genitore leso
  3. risarcimento pecuniario

 

Ad oggi ci è un forte Tentativo di trovare un accordo dal punto di vista scentifico;

la cassazione, in riposta a questa confusione disciplinare,  sanziona i comportamenti gravi a danno del minore.

Se c’è il danno non importa se si parla di sindrome.

ad esempio, il comportamrnto di alienazione parentale non può,  se non in alcuni casi portare ad una denuncia per diffamazione, ma ovviamente si piuò parlare di maltrattamento; ingiuria e calugna hanno la loro rappresenrtazione giudiaziaria.

L’assistente sociale come può relazionare in modo efficace per far comprendere al Giudice l’ipotesi di una situazione di alienazione genitoriale?

Non bisogna mai farci convincere da una versione dei fatti; ma se riteniamo in termini oggettivi che questa situazione esiste dopo un indagine , o dopo aver visto delle cose, riteniamo che ciò provochi una sofferenza al minore  abbiampo il dovere di segnale  questo tipo di problematica.

Noi abbiamo il dovere di segnalare qualsiasi comportmanto che veda il minore esposto al conflitto,. o esposto a  temi che non sono di sua pertinenza!!!!

Differenzierei tra:

  • un minore che ha un età per chiedere info; e il genitorie che cerca di dare risposte senza diffamare l’altro
  • minori che invece sono esposti a conflitti, alla rabbia, a questioni che non sono di loro competenza.

Queste ultime sirtuazioni vanno segnalate, noi assistenti sociali non facciamo ne i psicaanalisti  ne  i poliziotti, ma dobbiamo riportare solo che accade.

Impariamo a leggere i documenti e a capire se i toni che vengono  usati sono quelli giusti

Fondiamo sempre le nostre relazioni su dati non interparetazioni; soffermiamoci su come fanno i genitori, noi non facciamo diagnosi psicologica, noi faccaimo diagnosi socioeducatriva.

L’analisi socioeducativa è fondamentale perchè da questa dipende il progetto;

noi non dobbiamo  essere strumenti ma servizi.

In queste situazioni non servono tante parole,. ma relazioni chiare, comprendenti di progetto.

Le relazioni lunghe molto spesso non vengono lette.

troppo spesso chi lavora nei servi in questa situazione è poco formato su questi temi, serve essere specalizzato nella gestione dei conflitti e su i vari tipi di comportamento alienante.

Bisogna lavorare con un team credibili, adeguato e formato per quello , non timoroso di proporre e fare; è vero che alcuni giudici si incaponiscono in alcune posizioni, ma raramente accade; normalmente solo dopo aver ascoltato si prende una decisione.

Non bisonga pretendere che venga fatto come diciamo noi, ma ascoltare e dialogare, rispettando il suoi lavoro, e che a volte vede cose che noi non vediamo, ma è il suo lavoro.

Leggere le  corrispondenze dei partner è  importante in fase di valutazione, ma non può essere usato come elemtno di prova.

Se da subitro si lavora insieme agli avvocati e ai genitori dicendo :

voglio leggere i loro sms per capire come muoversi e  dare indicazioni su come comunicarein futuuro;

ho aperto un dialogo e  creato delle basi per un percorso positivo.

Il dialogo tra professionsiti è fondamentale, ed è importante avere in mente che ognuno  ha refernti diversi:

l’avvocato il processo e il cliente e il minore;

l’assistente sociale, il minore il servizio e i genitori;

ognuno vedrà le cose in maniera diversa, se invece di confligge usiamo tutte le info insieme avremmo un quadro completo.

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