Riservatezza nella Coordinazione Genitoriale


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Passiamo al tema della riservatezza: ‘#4 – Il Coordinatore Genitoriale deve redigere relazione.
Anche questa appare un’altra criticità. Un professionista privato, senza incarico formale, è tenuto a redigere una relazione informativa al Giudice Tutelare. Se si trattasse di uno Psicologo, violerebbe l’art. 11 del Codice Deontologico (Segreto Professionale) e per evitare ciò dovrebbe farsi autorizzare dai soggetti ed è cosa non semplicissima anche perché dovrebbe effettuare una selezione delle informazioni da divulgare.’ (domanda tratta da articolo di Psicologiagiuridica.eu)

Come si affronta il tema della riservatezza delle informazioni nella Coordinazione Genitoriale?

Innanzitutto è necessario riprecisare che i genitori insieme firmano un CONTRATTO privatistico con il professionista che utilizza il metodo della Coordinazione Genitoriale.

Quindi ‘senza un incarico formale’ è un’affermazione che ignora il metodo e direi qualsiasi buona prassi di un libero professionista. Chi accetta incarichi senza un mandato scritto? Tra l’altro ricordo che tutti i liberi professionisti devono fare, per legge, un preventivo indicante anche l’assicuazione professione.

Il contratto

SCARICA FAC SIMILE DI CONTRATTO di Coordinazione Genitoriale.

Nel contratto con i genitori il professionista può prevedere, se necessario, di essere sollevato dalla riservatezza delle informazioni relative al percorso di coordinazione genitoriale e solo a quello.

Già nel metodo integrato è previsto che il coordinatore genitoriale rediga una sintesi di ogni incontro firmata dai presenti che invia ai clienti e ai due avvocati.

Il contratto DEVE essere chiaro sui tutte le questioni anche a costo di essere PEDANTE. Processo comunicativo e documentazione prodotta compresi.

Le sintesi riportano:

  • i temi trattat;
  • le decisioni assunte o i suggerimenti del coordinatore genitoriale;
  • se gli impegni assunti in precedenza sono stati rispettati.

La relazione sull’andamento della coordinazione genitoriale, quando necessaria, riporterà una sintesi dei dati di fatto.

Il coordinatore genitoriale che si occupa dell’implementazione delle decisioni già prese dall’Autorità Giudiziaria o dai genitori appunto negli incontri.

Per mia esperienza i genitori e gli avvocati non hanno difficoltà nel sollevare il professionista dalla riservatezza quando comprendono chiaramente il senso del lavoro previsto dalla Coordinazione Genitoriale. Accettare di iniziare questo percorso significa accettarne i confini, le regole, gli impegni reciproci. Ovviamente non deve trapelare alcuna informazione che non sia pertinente.

LA TRASPARENZA È NECESSARIA e LA RISERVATEZZA ALTRETTANTO!

Segreto professionale

I professionisti che rispondono alla normativa sul segreto professionale devono conoscere le loro respondabailità in maniera chiara. Se ti interessa abbiamo un corso proprio su questi temi SALA DEGLI SPECCHI E RESPONSABILITÀ LEGALE con l’avv. Francesco Pisano.

Altrettanto, i porfessionisti che non sono inclusi nelle categorie previste dalla Legge del 3 aprile 2001 n. 119 devono conoscere i propri obblighi e diritti per evitare confusioni e rischi per sè stessi e per i clienti.

Vi ho già spiegato chi è il Coordinatore Genitoriale. E anche i compiti del Coordinatore Genitoriale

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Perchè vi parlo io di coordinazione genitoriale?

Ho conosciuto il metodo della coordinaizone genitoriale nel 2012 mentre scrivevo la mia tesi di dottorato negli Stati Uniti. Poi ho sperimentato il metodo nel mio lavoro di assistente sociale nei Comuni in cui ho lavorato e mi sono specializzata proprio con Debra Carter ideatrice del metodo integrato di coordinazione genitoriale. Ho iniziato nel 2016 ad utilizzare il metodo anche come libera professionista dopo la verifica che può essere un ottimo metodo di lavoro con i genitori altamente conflittuali nei servizi sociali. Al momento sono supervisionata da Debra Carter e continuo con le la mia formazione. Infatti, a febbraio 2018 andrò in Florica per un nuovo corso avanzato.

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